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Quell’Inter – Juventus valevole per la Targa Luigi Ansbacher

2023-03-19 13:17

Francesco Lacquaniti

CALCIO, STORIE DI SPORT,

Quell’Inter – Juventus valevole per la Targa Luigi Ansbacher

Oltre alle 246 sfide ufficiali tra l’Inter e la Juventus [sfida più giocata nel calcio del bel paese, oggi (domenica 19 marzo 2023) riproposta in camp

Oltre alle 246 sfide ufficiali tra l’Inter e la Juventus [sfida più giocata nel calcio del bel paese, oggi (domenica 19 marzo 2023) riproposta in campionato in attesa delle altre due sfide in programma ad aprile valevoli per la finale di Coppa Italia] ve ne sono 14 (bilancio leggermente favorevole all’Inter vittoriosa in 6 occasioni contro le 4 della Juventus) che pur non avendo il crisma dell’ufficialità hanno tanto da raccontare.

Tra queste una (la Targa Luigi Ansbacher, quinto presidente dell’Inter di professione giurista) si giocò 100 e una manciata di anni orsono. Esattamente domenica 6 settembre 1914 all’Arena Civica di Milano. La partita non ebbe praticamente storia visto che finì con un sonoro 8-2 per i bauscia anche se, sul parziale di 3-0 (reti di Luigi CeveniniAgradi e Aebi), ci fu il ritorno di fiamma dei bianconeri che trovarono la via della rete con Marchisio ed Ernesto Boglietti (primo di tre fratelli tutti calciatori). Tra i minuti 73 e 87 fu, però, l’Inter a rialzare la testa infilando il cuoio alle spalle di Faroppa con due guizzi di Luigi Cevenini, con Agradi e con Crotti (attaccante novarese classe 1893) a chiudere la contesa mettendo la firma sulle ultime due marcature di un successo che valse la conquista della Targa messa in palio dallo stesso Luigi Ansbacher. Le scarne cronache dell’epoca non svelano se il povero Faroppa abbia avuto responsabilità sul pesante passivo. Un fatto alquanto curioso a lui legato è, però, certo. Faroppa (nato a Torino nel 1887 e che di nome faceva Vittorio) il 12 marzo 1912 (all’epoca portiere del Piemonte) mandò su tutte le furie il commissario tecnico della nazionale italiana Umberto Meazza il quale, dopo l’amichevole contro la Francia (vittoriosa a Torino 3-4), sentenziò “El Vittorio stava in porta con piedi larghi e goffi, sembrava una papera”.

Da quel giorno lo sfortunato Faroppa perderà il posto in nazionale (quella presenza a difesa dei pali dell’Italia fu la prima e ultima) ma, suo malgrado, la parola papera entrerà per sempre nel gergo calcistico a indicare lo svarione di un portiere.