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Il derby di Milano e la Scala del calcio

2018-10-20 14:02

Francesco Lacquaniti

CALCIO, STORIE DI SPORT,

Il derby di Milano e la Scala del calcio

L’affascinante storia della stracittadina milanese, la cui primissima sfida ufficiale andò in scena nel 1909 mentre l’ultima nello scorso mese di apri

L’affascinante storia della stracittadina milanese, la cui primissima sfida ufficiale andò in scena nel 1909 mentre l’ultima nello scorso mese di aprile, domenica 21 ottobre 2018 si appresterà a spegnere la candelina numero 222.

Lo scenario del derby meneghino, che vedrà contrapporsi i bauscia e i casciavit, come tramandato dalle cronache d’un tempo, sarà, ovviamente, lo stadio Giuseppe Meazza la cui inaugurazione, avvenuta il 19 settembre 1926, alla presenza di Sua Altezza Reale il Duca di Bergamo, vide affrontarsi in amichevole proprio le due compagini milanesi. Per la cronaca a prevalere, nonostante il provvisorio vantaggio del Milan con Santagostino, fu l’Inter 3-6. All’epoca lo stadio San Siro (intitolato a Giuseppe Meazza nel 1980) aveva una capienza di circa 35.000 spettatori e venne costruito per volontà dell’imprenditore milanese, e presidente del Milan, Piero Pirelli che volle, così, soppiantare il vecchio campo di Viale Lombardia. L’imponente opera, il cui progetto venne affidato agli architetti Cugini e Stacchini, venne eretta in poco più di tredici mesi, grazie al lavoro di centoventi operai, per una spesa complessiva di circa cinque milioni di lire. Concepito esclusivamente per il gioco del calcio era composto da quattro tribune, di cui una parzialmente coperta, e, fino alla stagione 1946-47, a giocarci fu solo il Milan. L’Inter, invece, prima di condividerlo con i cugini, disputava gli incontri casalinghi presso il campo Goldoni (intitolato a Virgilio Fossati dal 1928) e all’Arena Civica.

Lo stadio, che nel corso degli anni è stato più volte ristrutturato e ampliato, oggi, con i suoi 80.018 posti, è il più capiente d’Italia. Sul suo rettangolo verde il Milan (che, sul finire degli anni ottanta, schiantò il Real Madrid con un sonoro 5-0 approdando alla finale della coppa dalle grandi orecchie vinta, per la terza volta, maramaldeggiando contro lo Steaua Bucarest) e l’Inter (che, nel 1965, si innalzò sul tetto d’Europa, per la seconda volta, dopo aver battuto il Benfica in una finale da tregenda decisa da una rete di Jair che sorprese Costa Pereira) hanno scritto pagine di calcio memorabili e, nonostante il declino degli ultimi anni ne abbia offuscato la loro stella (il calcio si sa è fatto di cicli…) la Scala del calcio (definizione per eccellenza del monumentale stadio milanese) è pronta per l’ennesimo derby della Madonnina. Una sfida contrassegnata, e non potrebbe essere altrimenti, dall’equilibrio come testimoniato anche dai numeri che vedono prevalere l’Inter di un nulla (78 vittore contro 76), mentre i pareggi (il primo dei quali andò in archivio quasi un secolo fa) sono stati 67.