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Esclusiva - Francesco Curtale: “Al calcio dilettantistico serve sostenibilità”

2023-06-17 09:15

Rocco Calandruccio

CALCIO, Promozione, Roccella, Curtale,

Esclusiva - Francesco Curtale: “Al calcio dilettantistico serve sostenibilità”

L’ex diesse del Roccella Francesco Curtale, fa il punto sul calcio dilettantistico reggino.

In esclusiva ai nostri microfoni, l’ex diesse del Roccella Francesco Curtale, il quale fa il punto sul calcio dilettantistico reggino. L’esperto dirigente, molto stimato e apprezzato in Calabria, tra i vari argomenti trattati ribadisce l’importanza di un sistema sostenibile che consenta alle società di poter fare calcio nelle giuste condizioni, soprattutto in queste categorie dove gli introiti sono nettamente inferiori ai costi di gestione.

 

Salve direttore, in questa fase in cui non c’è calcio giocato e il mercato non è ancora decollato, notiamo quante società dilettantistiche stiano facendo fatica ad iscriversi ai prossimi campionati. Lei che idea si è fatto di questa situazione a cui oggi siamo costretti a dover assistere?

E’ una situazione che purtroppo si ripete ogni anno, la lega ogni hanno chiede alle società sostenibilità, ma se la stessa lega non mette in condizioni le società di poter far calcio in maniera sostenibile diventa tutto complicato. Come sappiamo nel calcio dilettantistico sono più i costi che i ricavi, basti pensare ad esempio alle formazioni juniores di Serie D, costrette a giocare fuori regione con tutte le spese che ne comporta e zero incassi nelle gare casalinghe. Le società anche nel caso in cui non dovessero far partecipare la formazione Juniores hanno l’obbligo di dover pagare un ammenda di circa 16.000 euro. Questo è uno dei tanti esempi che portano le società alla lunga a doversi arrendere. Chiaro che serve una gestione oculata, senza fare voli pindarici, ma in Lega devono capire che così il sistema va totalmente al collasso”.

 

Direttore, a conferma di quanto dice, stiamo assistendo più che mai a tante fusioni tra società e titoli venduti. Per quanto sia necessario un sistema sostenibile, notiamo anche nella nostra provincia reggina la presenza di più squadre dello stesso paese . Non crede che tutto ciò sia controproducente,  quando invece basterebbe unire le forze, considerate le difficoltà economiche e la mancanza di strutture? 

Assolutamente d’accordo, questo che tu dici è un dato di fatto. In centri piccoli della nostra provincia troviamo più squadre dello stesso luogo, ritengo che sia controproducente e che non porti a nulla. Credo che sia una lotta tra poveri, soprattutto in un territorio dove mancano strutture e le risorse economiche sono molto limitate. Oggi più che mai è necessario unire le forze, dare una mano a chi con passione e  coraggio investe nel calcio dilettantistico. Fare calcio non è semplice, specie oggi e in categorie del genere, le divisioni non servono a nulla, ma portano soltanto alla rottura del giocattolo”.

 

Dirigenti e addetti ai lavori, amano appropriarsi del termine progetto. Un termine che sembra essere utilizzato più per moda anziché con i fatti, è d’accordo su questa mia considerazione?

Questo è quello che dice la realtà, tranne qualche eccezione, oggi il termine progetto viene usato da tutti e smentito poi con i fatti. Non tutti ad esempio puntano davvero sui giovani, i quali molti vengono schierati solo perché lo impone il regolamento non certo attraverso un percorso di crescita. Per non parlare di allenatori esonerati in tempo record, via vai di giocatori ad ogni sessione di mercato, insomma tante parole e pochi fatti. Altra piaga è che la figura del direttore sportivo in alcune società, è stata sostituita dai procuratori, i quali offrono un pacchetto di giocatori mai stati visionati da chi di dovere e che di conseguenza non portano nulla alle squadre”.

 

Direttore, proiettandoci alla prossima stagione , in ordine di categoria cosa si aspetta dalle squadre della nostra provincia?

Credo che Locri e San Luca riusciranno ad iscriversi al prossimo campionato di Serie D, ma dovranno essere brave a mantenere l’entusiasmo. La Serie D è un campionato a perdere, almeno che non ti chiami Catania, Bari o Palermo, che sai di essere di passaggio potendolo stravincere. Parliamo di una categoria che conosco, avendola fatta con il Roccella, perciò se non hai la possibilità di alzare l’asticella per puntare a vincere alla lunga c’è il rischio che si perda l’entusiasmo e di conseguenza si fa molta fatica anche a garantire la permanenza per più anni. La Serie D ritrova una piazza importante come Gioia Tauro, dove l’entusiasmo è a mille, ma anche loro dovranno essere bravi ad affrontare la Serie D in maniera oculata con l’augurio un domani di rivivere i fasti dell’era Franco Scoglio. La Palmese, grazie all’ottimo lavoro del presidente Sergi, torna in Eccellenza e sono certo che sarà tra quelle formazioni che punteranno alla vittoria finale. Faccio i complimenti anche a Brancaleone e Ardore, entrambe protagoniste di una stagione straordinaria. Risultati non certo frutto del caso, visto che parliamo di dirigenze molto solide e ben organizzate che nei rispettivi tornei hanno sfiorato il doppio salto. Dispiace per il Cittanova che dopo diversi anni ha perso la categoria, purtroppo hanno influito le vicende fuori campo, che hanno tardato la programmazione e di conseguenza hanno portato i pianigiani ad un’amara retrocessione”.

 

Non posso che chiederle del suo Roccella, protagonista nell’ultima stagione di una meritata salvezza nel campionato di Promozione. Secondo lei, visto che conosce la dirigenza e l’ambiente, c’è la possibilità di rivedere da qui a qualche anno gli amaranto calcare nuovamente i campi della Serie D?

Da roccellese me lo auguro di vero cuore, ritengo però che ad oggi il Roccella non possa andare oltre ad una categoria come l’Eccellenza. Il presidente Femia, al quale mi lega un grande rapporto di stima e amicizia, sta facendo grossi sforzi per mantenere il calcio in città e meriterebbe di essere supportato da nuove forze per consentire un futuro roseo alla Roccella calcistica. Mi auguro che nella prossima stagione, il Roccella possa per lo meno puntare ai play off”.

 

Riguardo il suo futuro, cosa bolle in pentola?

Sono fermo da oltre un anno, ho ricevuto diverse offerte da società di Serie D e non solo, ma purtroppo ho dovuto rifiutare per motivi lavorativi che non mi consentono di potermi allontanare di parecchio da Roccella. Vedremo se ci sarà l’occasione di poter ripartire da società vicino casa, sempre però se ci dovessero essere le condizioni di poter sposare un progetto condiviso  che possa durare nel tempo e dare i risultati sperati”.