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Esclusiva-Carmine Alessandria, la figura del Match Analyst

2023-08-09 17:05

Rocco Calandruccio

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Esclusiva-Carmine Alessandria, la figura del Match Analyst

Carmine Alessandria spiega la funzione specifica del Match Analyst insieme a tutti i vari aspetti che lo caratterizzano

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In esclusiva ai nostri microfoni Carmine Alessandria, esperto match analyst reduce dalla stagione al Cesena di mister Domenico Toscano, con il quale lavora dai tempi della Reggina. La figura del match analyst, è ormai diventata parte integrante nel mondo del calcio, come si può notare all’intero di uno staff tecnico . In questa intervista, Carmine, ci spiegherà la funzione specifica del Match Analyst insieme a tutti i vari aspetti che lo caratterizzano.


Ciao Carmine, ci puoi spiegare nello specifico la figura del match analyst ?
La figura del match analyst era già presente nell’Italia di Marcello Lippi, rappresentata da Adriano Bacconi  successivamente anche da Antonio Gagliardi. Inizialmente la Sics consentiva di conseguire il patentino di match analyst, poi la Federazione ha acquisito tutto e i corsi oggi vengono svolti a Coverciano. All’interno di uno staff tecnico, il match analyst insieme al preparatore atletico è quello che studia di più. Il lavoro del match analyst consiste oltre che nello studiare il gioco dell’avversario, trovare quel particolare che può essere utile poi al mister nel preparare al meglio la gara. E’ facile analizzare le big europee, altra cosa formazioni di Lega Pro o Serie D. Ormai ,questa nostra figura, è diventata parte integrante all’interno del calcio e di conseguenza presente in ogni staff tecnico”.


Nel corso della tua carriera hai lavorato in altre società e con diversi allenatori, ma negli ultimi anni hai stretto un rapporto professionale con mister Toscano e il suo staff. Come è nata questa unione ?
Sono con mister Toscano e il suo staff dai tempi della Reggina, dove abbiamo vinto il campionato e conquistato la promozione in Serie B. Fu una stagione straordinaria, un gruppo fantastico,  ci terrei a ricordare quelle figure che non vengono mai menzionate nell’arco di una stagione, ma che all’interno hanno avuto un ruolo fondamentale per tutti noi. Ricordo con piacere il compianto Massimo Bandiera, persona fantastica, la signora Maria e non solo. Credo che quella promozione appartenga a tutti non solo ai protagonisti principali. Fu un campionato avvincente, in una delle Lega Pro più forti di sempre. Detto questo con mister Toscano e il suo staff c’è stato sin da subito un rapporto che va oltre l’aspetto professionale. Con loro mi sono sempre trovato benissimo. Mister Toscano come anche mister Napoli, sono due tecnici preparatissimi e i loro risultati ottenuti in carriera parlano chiaro. Toscano e il suo staff meritano palcoscenici più importanti, per la loro bravura e dedizione al lavoro. Nell’ultima stagione a Cesena abbiamo raggiunto traguardi straordinari, che purtroppo non sono bastati per salire in B. Fa rabbia non aver centrato la promozione quando hai il miglior attacco e la miglior difesa. Lo scontro diretto con la Reggiana puoi anche perderlo, bravi loro ad aver ottimizzato al meglio le occasioni create, ma il vero rammarico è quello di aver pareggiato con Fiorenzuola, Montevarchi e Gubbio dopo aver dominato. Ai play off se avessimo chiuso la partita a Lecco sullo 0-3 la gara di ritorno non avrebbe avuto alcun senso, invece rimase aperta e ci costò caro ai calci di rigore”.


Parlando nuovamente di Reggina, cosa ne pensi di questo momento difficile che stanno vivendo gli amaranto?
Dispiace molto, dispiace per la città e per la tifoseria. Reggio è una piazza che ti dà tutto, come è stato nell’anno della promozione. Mi auguro che al Consiglio di Stato possa essere tutto ribaltato, ma comunque vada sono certo che la Reggina tornerà protagonista nel calcio che conta. 
Tornando a parlare di Lega Pro, quali differenze noti tra i tre gironi e quale è la tua opinione sulla regola degli Under che impone di far giocare i giovani per l’età e non per i propri meriti?
“Parto da un presupposto che vincere non è mai facile in nessuna categoria. Vincere nel girone A, B o C è difficile. In Lega Pro ogni anno i gironi vengono sempre modificati, quindi il livello tende sempre ad alzarsi, infatti già vediamo che nel girone B Spal, Perugia e Pescara proveranno sicuramente l’assalto alla Serie B, come anche il Cesena che parte già da una buona base e in questo mercato si sta rafforzando nei punti giusti e di conseguenza ha tutte le carte in regola per imporsi. Nel girone C trovi piazze blasonate, tanta passione e calore, mentre negli altri due gironi ci sono società più solide e un pòmeno pressioni. Nel campionato d’andata, dal punto di vista tattico le squadre dei gironi A e B tendono a darsi una loro identità. Riguardo i giovani, concordo che debbano giocare per meriti e non perché lo impone un regolamento. A Cesena avevamo Stiven Shpendi, classe 2003, non a caso appena acquistato dall’Empoli. Un ragazzo di grande talento. Inizialmente non era partito titolare, poi il mister lo ha inserito nei tempi giusti e ha dimostrato tutto il suo valore. Shpendi giocava perché era bravo, non certo per la sua giovane età. La meritocrazia non ha età, nel calcio per imporsi contano la scelta e il sapersi mettere a disposizione. Alla Reggina avevamo Denis, che a quasi 40 anni faceva ancora la differenza  come anche Reginaldo, per non parlare di Sounas che vanta tre promozioni. I giovani vanno saputi aspettare e gestire, in caso contrario il rischio di perderli è altissimo”.


Riguardo il tuo futuro cosa bolla in pentola?
Ho scelto di non proseguire la mia avventura a Cesenza, per motivi familiari a causa della distanza, considerato che vivo a Castrovillari. Vediamo cosa succederà, ma se dovesse presentarsi l’occasione giuste non mi tirerò certamente indietro”.