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Addio a Giancarlo Filini, a San Siro il suo autentico capolavoro

2024-01-03 10:10

Francesco Lacquaniti

CALCIO, STORIE DI SPORT, calcio, Storie di Sport, Giancarlo Filini,

Addio a Giancarlo Filini, a San Siro il suo autentico capolavoro

Era un caldo 3 luglio 1977 quando Filini scrisse una pagina importante per il suo Casteggio

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Era nato nel pavese (a Ceranova) il 30 agosto 1938, di ruolo attaccante spiccò il salto in Serie A nel 1958-59 vestendo i colori dell’Alessandria (vi giunse dai dilettanti della Bressana dove segnò una quarantina di reti). Con i grigi (scesi in campo anche in ambito europeo partecipando nell’estate del 1960 alla Coppa delle Alpi, aggiudicandosela come rappresentante dell’Italia, e alla Coppa Mitropa) rimase tre stagioni, l’ultima delle quali in Serie B, segnando però poco (4 reti equamente divise tra campionato e Coppa Italia) anche se nella prima stagione (quella dell’esordio di Gianni Rivera la cui prima, con Filini in campo, fu al Giuseppe Moccagatta contro l’Inter) le uniche due reti (la rete dell’1-1 in casa della Roma gli fu annullata per lo 0-2 comminato a tavolino ai grigi) le segnò curiosamente alla Juventus al Comunale di Torino in Coppa Italia (larga vittoria dei bianconeri impostisi 6-2 con Charles e Sivori a maramaldeggiare seppur dopo i tempi supplementari) e in campionato (Alessandria che uscì imbattuta fermando i bianconeri sul 2-2). 

 

Terminata l’esperienza in terra alessandrina scende in Serie C accasandosi al Potenza quindi alla Sarom Ravenna, alla Tevere Roma (vi giocherà nel 1963-64 avendo come compagno di squadra “il Professore” Franco Scoglio, la cui breve carriera in campo, dopo gli esordi col Lipari, si chiuderà da lì a poco vestendo i colori della Palmese) e al Pavia in Serie D. Attaccate le scarpe al chiodo (complici una serie di infortuni che ne compromisero la carriera) inizia ad allenare in categorie dilettantistiche riuscendo a vincere la Coppa Italia Dilettanti col Casteggio, succedendo nell’albo d’oro alla Soresinese, battendo nella finale giocata a San Siro il 3 luglio 1977 (giorno che nello stesso impianto milanese vedrà subito dopo scendere in campo per la finale di Coppa Italia il Milan e l’Inter) i campani della Sangiuseppese grazie alle reti di Gravellone e Scotti a firmare il 2-0. Successo che, al rientro nella piccola comunità del pavese della squadra per lo più operaia guidata con saggezza da Filini [l’unico calciatore di un certo prestigio (giocò in Serie A col Catania) era il portiere trentatreenne Branduardi], fu accolto da un incredibile bagno di folla riversatosi nella piazza principale di Casteggio.

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