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Ricordando Franco Pincelli, difensore della più grande Palmese di sempre

2024-01-27 16:43

Francesco Lacquaniti

CALCIO, STORIE DI SPORT, palmese, Storie di Sport, Franco Pincelli,

Ricordando Franco Pincelli, difensore della più grande Palmese di sempre

Quella memorabile stagione 1934-35 di quell’altrettanto memorabile undici, ribattezzato “squadra miracolo” dalle cronache sportive nazionali

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Correva la stagione 1934-35 quando una piccola squadra del reggino (la Palmese), il cui campo (all’epoca Littorio oggi Giuseppe Lopresti) era ubicato alle pendici del monte Sant’Elia che ne sovrasta la città, scrisse la più memorabile pagina della sua storia (oggi centenaria) accarezzando il sogno Serie B. 

 

A guidare quel formidabile undici c’era il magiaro Sandor Peics che ebbe in rosa un aitante difensore (il modenese Franco Pincelli) morto da eroe il 23 gennaio 1942 in seguito all’affondamento della Victoria bombardata da fuoco nemico nelle acque del Golfo della Sirte. Appartenente al corpo dei Bersaglieri, nella cui banda suonava il clarinetto, gli fu ordinato di mettersi in salvo ma declinò preferendo salvare le vite altrui. Nato ad Albareto (Modena) il 31 luglio 1914, i primi colori che vestì (da giovanissimo si mise in mostra con i dilettanti della Pro Calcio nei campionati U.L.I.C.) furono quelli del Modena (con i canarini esordì in Serie A il 6 marzo 1932 in un Modena – Genoa terminato 0-0, poi si ritagliò due stagioni in Serie B), approdando alla Palmese nell’estate del 1934 (anno nel quale a trasferirsi fu Carmelo Buonocore, un altro pezzo forte di quegli anni passato prima al Messina e poi all’Ambrosiana Inter) assieme a un altro modenese, il portiere Porthus Silingardi che nel 1942-43 (difendeva la porta del Livorno) giunse a un solo punto dal Torino campione d’Italia. 

 

Con i neroverdi Pincelli vi rimase solo in quella memorabile stagione 1934-35 facendo parte di quell’altrettanto memorabile undici (ribattezzato “squadra miracolo” dalle cronache sportive nazionali) che recitava… Silingardi, Pincelli, Rescigno, Ieraci, Scheer, Di Maio, Colausig, Ranieri, Orzan, Corallo, Surra. Un undici giunto primo nel girone H del campionato di Prima Divisione (l’attuale Serie C), lasciandosi alle spalle il forte Trapani che non riuscì a tenere il passo dei brillanti ragazzi in maglia neroverde, capaci di accedere al girone finale A per la promozione in Serie B che avrebbe arriso al Taranto del monfalconese Umberto Zanolla

 

Chiusasi l’esperienza a Palmi Pincelli giocò nel Taranto (nelle due stagioni in maglia rossoblù, una in Serie B e una in Serie C, collezionerà 23 presenze), nell’Anconitana Bianchi in Serie B (vi giocherà due stagioni a ottimi livelli distinguendosi nella sfida contro la Fiorentina che, pur persa, vide Pincelli marcare il campione del Grande Torino che verrà Romeo Menti), nella Fiorentina (primo terzino viola a indossare per la prima volta in assoluto la maglia numero 3 vincerà la Coppa Italia ritrovando la Serie A che lo vedrà scendere in campo per l’ultima volta il 31 marzo 1940 con i viola battuti al Giovanni Berta dall’Ambrosiana Inter di Tony Cargnelli lanciata alla conquista del quarto titolo nazionale) e infine nel Verona (in Serie B e in Serie C). Ultima esperienza calcistica del difensore giunto in Calabria dalla lontana terra modenese che diede lustro al calcio palmese di quegli indimenticabili anni ’30 che nel Giorno della Memoria Viola (27 gennaio), attraverso il canale web “Nuvole di Calcio” (format di Massimo Cervelli e Marco Vichi), ne propone l’inedito ricordo.