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SAINT MICHEL, dopo due stagioni da protagonista il DS Ascone saluta i bianco-oro

2024-05-07 11:26

Redazione

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SAINT MICHEL, dopo due stagioni da protagonista il DS Ascone saluta i bianco-oro

Il Ds va alla "ricerca di nuovi stimoli", che possano confermare questa nuova carriera, dopo quella trascorsa come calciatore

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Arrivano nella giornata di ieri, a 24h dalla sconfitta in semifinale playoff di Promozione B, le dimissioni del DS Francesco Ascone.
Si congeda così dalla squadra del presidente Don Gaudioso Mercuri un tassello importante che, alla prima esperienza da Direttore Sportivo, ha dato il suo fondamentale apporto nel costruire la squadra che lo scorso anno è stata indiscussa dominatrice del campionato di Prima categoria, conquistando un meritatissimo triplete, e quest'anno da matricola di Promozione si è ritagliata il ruolo di protagonista del campionato, arrivando a conquistare la zona playoff e per buona parte della stagione aveva lottato anche per il vertice della classifica.


Proprio il terremoto interno alla società gioiese aveva fatto perdere il testa a testa con Ardore e Capo Vaticano, da qui ne erano scaturite le dimissioni di Ascone per alcune scelte societarie "autolesioniste" che hanno poi portato alle dimissioni del tecnico Mammoliti e contestualmente al rientro dello stesso direttore, il quale però aveva ben chiarito che il proprio rapporto con il club gioiese si sarebbe ugualmente interrotto a fine campionato.


Per Ascone si tratta essenzialmente di una "ricerca di nuovi stimoli", magari con un club che veste colori di appartenenza territoriali, al contrario del progetto sociale di Don Gaudioso che non ha ancora trovato una vera e propria identità, viste anche le difficoltà delle strutture di Gioia Tauro, che hanno costretto negli anni la società con sede a Gioia Tauro in un valzer tra la stessa città del porto e le vicine Palmi e Rizziconi.
Secondo Ascone confrontarsi con una squadra con alle spalle un legame territoriale, un "obbligo verso i tifosi" a conquistare obiettivi sempre più lontani, darebbe allo stesso un modo di confrontarsi con una mentalità diversa di fare calcio e di capire se la sua carriera da direttore sportivo - che sembra tra le proprie corde - possa essere davvero confermata, diventando così una seconda carriera sportiva, dopo quella trascorsa tra i campi con la maglia da calciatore.