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Reggina-Messina, le pagelle a freddo

2026-02-16 08:57

Paolo Messina

CALCIO, Serie D, calcio, reggina, messina, le-pagelle,

Reggina-Messina, le pagelle a freddo

Che gioia Palumbo, ottimi i cambi

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Il derby dello Stretto finisce in parità lasciando contento fino in fondo solo il Messina. Del resto, i peloritani da squadra in lotta per non retrocedere hanno strappato con forza un punto da un campo ostico, mentre i rivali di sempre della Reggina hanno sì dimostrato per l'ennesima volta un carattere e una fede ineguagliabili ma a fine partita hanno assaporato l'amaro in bocca di un 1-1 in rimonta che sa' tanto di opportunità sprecata. Ancora una volta, infatti, con un successo gli amaranto si sarebbero issati in vetta ad una classifica che li vede sempre su quel fastidioso meno 2 dalla capolista.

 

Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, siamo sempre ad interrogarci sullo stesso dilemma. Prima il pareggio con il Savoia a spezzare la striscia di successi, poi il pareggio di ieri con in mezzo il ritorno alla vittoria a Ragusa. La Reggina continua a correre, vero, ma per certi aspetti latita come non succedeva da molto tempo. Si fatica a creare azioni da gol e tiri in porta con una certa costanza nell'arco dei 90 minuti e - come accaduto soprattutto contro il Messina - non si concretizza un dominio tecnico e qualitativo abbastanza lampante. Oltre alla grinta mostrata nel finale, gli uomini di Torrisi possono farsi forza con i primi 40' di pressione alta e con dei cambi decisivi a testimonianza di come la profondità della rosa sia unica per la categoria. Il gol subito in maniera casuale poteva demoralizzare, invece il pareggio è arrivato alla fine quando si premia la fede e la speranza. Sommando il tutto, appare chiaro come non ci si possa accontentare di una superiorità apparente che va necessariamente concretizzata. La Reggina dimostra di essere sempre lì lì per compiere l'ultimo grande passo, ma continua a mancarle ancora qualcosa farcela davvero. Non siamo nei momenti decisivi della stagione, certo, ma bisognerà superare questa difficoltà per prendersi davvero la promozione. Cosa migliorare? Indubbiamente l'incisività sotto porta.

 

 

Le pagelle

 

Lagonigro 6.5: Nulla può sulla mischia che porta al vantaggio messinese. Viene impegnato in due frangenti nella ripresa, distendendosi bene e in tempo sventando possibili ulteriori beffe peloritane.

 

Giuliodori 5: Un tiro centrale a conclusione di un bel uno-due con Mungo ad inizio gara e nient'altro di davvero buono. Sbaglia troppe volte la gestione palla, tra cui un pericolosissimo passaggio all'indietro ad inizio ripresa che avrebbe potuto rappresentare la fine.

 

Adejo 5: Il duello rusticano con gli avversari non sembra innervosirlo. Appare invece in difficoltà nelle scelte di tempo quando la palla galleggia pericolosamente a mezz'aria. Macchinoso nelle entrate, soffre la maggiore energia degli attaccanti peloritani che - fortuna per lui - non sfruttano al massimo delle loro potenzialità.

 

D. Girasole 5: Troppi errori in fase d'impostazione dal basso e qualche sbavatura in marcatura. Sente la partita come pochi altri in campo, circostanza che gioca a suo sfavore.

 

Distratto 5.5: Ci prova con le sue classifica insidiose sovrapposizioni sulla fascia destra, ma viene servito raramente dai compagni. Più pulito palla al piede degli altri difensori, non commette alcuna sbavatura importante.

 

Macrì 7: Un ragazzo classe 2008 tutto talento e personalità. Gettato nella mischia dopo che non partiva titolare dal 30 dicembre 2025 (suo esordio assoluto), ringhia su tutti i portatori di palla e rappresenta sempre un appoggio utile per i compagni in fase di possesso. Uno così bisognerebbe vederlo più spesso in campo. Dal 46' st Salandria sv.

 

Fofana 5.5: Bene in pressione e nei recuperi palla, meno nel servire i compagni con verticalizzazioni spesso errate e passaggi corti mal calibrati. Una prestazione dalle due facce: prezioso in mediana, limitato in impostazione.

 

Ragusa 5: Partita senza mordente la sua, viene servito troppo poco e le rare volte che prova ad accendersi risulta sempre rimontato e raggiunto dagli avversari. Esce sconsolato nella ripresa. Dal 18' st Guida 6: Entra volenteroso e con la voglia di spaccare. In coppia con Ferraro funziona e i loro movimenti aprono le fitte reti della difesa avversaria.

 

Mungo 6.5: Finalmente lo ritroviamo nel vivo del gioco tra pressione alta fino al portiere, duetti di spessore con i compagni e alcuni inserimenti pericolosi in area. Ha alcune opportunità con tiri dal limite, ma li spreca calciando alto. Comunque, in netta ripresa. Dal 10' st Edera 6: Si fa male dopo neanche una ventina di minuti giocati e deve riaccomodarsi in panchina. Trova, però, il tempo di sfiorare la traversa su punizione. Dal 32' st Palumbo 7.5: L'uomo della provvidenza quando non te l'aspetti. Entra a causa dell'infortunio di Edera e va in gol con un ottimo inserimento alle spalle della difesa e con un'incornata di testa tutta voglia e talento.

 

Di Grazia 6: Colpisce la traversa su punizione in avvio gara e rappresenta sempre un pericolo per gli avversari ogni volta che ha palla. Con il passare dei minuti e soprattutto nella ripresa si intestardisce tentando qualche dribbling di troppo invece di servire i compagni. A volte servirebbe più concretezza e meno giocate di fino. Dal 18' st Sartore 7: Va dritto al sodo entrando concentrato e propositivo. Diversi i cross messi in mezzo, tra cui l'ottima pennellata per il gol di Palumbo. Fondamentale il suo ingresso.

 

Ferraro 5: Soffre inevitabilmente le strette marcature ospiti. Davanti ad una squadra costantemente arroccata in difesa è difficile emergere per un attaccante. Fatica anche ad abbassarsi per dialogare con i compagni. Ha più libertà quando i cambiamenti tattici lo portano a giocare in coppia con Guida, ma non riesce comunque ad incidere.

 

All. Torrisi 7.5: L'approccio tattico alla gara è impeccabile con una pressione di squadra costruita sapientemente. Il "problema under" risolto con Macrì dal 1' è la giocata da campione. Legge egregiamente l'andamento della partita, operando le giuste correzioni tattiche al momento opportuno. Dal 4-2-3-1 si passa al 4-4-2 in maniera fluida e camaleontica come solo le formazioni ben istruite in allenamento possono fare. Infonde calma e concentrazione ai ragazzi in ogni frangente, rappresentando una figura vitale per l'equilibrio generale.

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