
Pur mancando ancora sette giornate alla fine della stagione regolare il campionato di Eccellenza 2025-26 (a meno di clamorosi ribaltoni) sta già delineando gli scenari che verranno. Scenari che partendo dall’alto verso il basso vedono la Digiesse Praia Tortora con un piede e tre quarti in Serie D (all’epoca semplicemente Praia, l’ultima volta in Serie D di una compagine praiese risale a 34 anni fa), il Trebisacce, la Stilo Monasterace e la Paolana ai play off (Trebisacce come seconda, Stilo Monasterace e Paolana a battagliare per la terza e la quarta piazza, fondamentale sarà comunque non chiudere con uno svantaggio pari o superiore ai 10 punti dalla seconda) con la quinta piazza (visto il -16 dalla seconda) destinata a rimanere fuori. Per quel che riguarda retrocessione diretta e play out gli scenari sembrano anch’essi già scritti con il Cittanova, il Castrovillari e la Gioiese (viola con qualche residua chance ancora da giocarsi ma va annullato il -16 dalla quart’ultima) destinate a retrocedere in Promozione.
Guardando in casa Palmese il 22o campionato di Eccellenza è quindi destinato a confermarla in quello che, pur essendo il massimo campionato regionale, è troppo poco per una squadra meritoria di battagliare per ritagliarsi quel posto al sole (la Serie D) che esattamente 11 anni fa la vedeva festeggiare in un Giuseppe Lopresti stracolmo (altri tempi…) il gran ritorno al di fuori degli stretti confini regionali a distanza di 27 lunghissimi anni. Era l’anno nel quale la presidenza era retta da Carbone che costruì una grande Palmese il cui marchio di fabbrica “la Palmese dei record” la fece balzare agli onori delle cronache regionali e nazionali. Per ambire a ciò (fermo restando che il punto di partenza deve essere il campo sportivo cittadino da adeguare e riaprire senza perder tempo) serve (dopo gli sforzi fatti in ultimi questi anni da chi l’ha condotta e la sta ben conducendo nonostante le ristrette risorse economiche con l’aggravante dei mancati incassi degli ultimi mesi) una programmazione mirata fatta da una società forte in ogni reparto con l’indispensabile apporto economico a darle l’irrinunciabile incipit per raggiungere l’obiettivo. Una programmazione le cui basi van gettate già da adesso per far riassaporare all’esigente piazza palmese il bel gusto di battagliare nel campionato di Serie D come fatto nell’ultimo quinquennio (2015/2020) conclusosi purtroppo con una retrocessione che si poteva evitare (troppi errori e troppi orrori…) anche se (lo dice la storia) prima o poi (eccezion fatta per le tre volte nelle quali si andò oltre, l’ultima nel 1950-51 quando sotto la presidenza Marazzita fu l’allenatore/calciatore nativo di Lussinpiccolo Aldo Dapas a regalarle la Serie C) si sarebbe salutata.


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