
Un gol subito al 92’ e una partita persa che sa di addio definitivo al sogno – diventato già da un pezzo utopia – di una promozione diretta in Serie C. La Reggina crolla al Granillo contro la penultima della classe, un Acireale che bene ha retto davanti allo sterile attacco amaranto e ha colpito in contropiede quando l’attenzione dei padroni di casa è calata. La sconfitta, per tanti motivi, è meritata per gli uomini di Torrisi. Dal discutibile cambio di modulo, alla mancanza di incisività sotto porta, dall’imprecisione nei passaggi e al calo psico-fisico nel secondo tempo. Tutto molto male per una squadra semplicemente spenta. La rete decisiva porta la firma di Kean, che sia di buon auspicio per l’altro Kean – Moise – prossimamente impegnato a portare l’Italia al Mondiale. C’è rimasto solo questo, un parallelo dal sapore sarcastico e beffardo.
RACCOLTO INFRUTTUOSO Primo tempo contraddistinto da: dominio del gioco, un solo sporadico tiro in porta subito, 8 calci d’angolo battuti in 45’ di cui 6 nei primi 12 e un palo sfiorato. Il tutto rappresenta un’ottima semina per la contadina Reggina, incapace poi di raccogliere quanto di buono messo a crescere. Funziona fino a un certo punto anche il fluido assetto tattico scelto da Torrisi con la sua squadra intenta a difendere a 4, ma ad attaccare con un chiaro 3-4-2-1. Formazione che vede la conferma di Guida al posto di Ferraro e la doppia novità difensiva di Desiato centrale e Verduci terzino con Rosario Girasole in panchina, oltre al ritorno di Giuliodori dopo due tribune consecutive. Edera, preferito a Di Grazia, sfiora due volte la rete in avvio: al 4’ crossando basso e trovando la scivolata con deviazione finita sul palo di Samb e al 15’ con un tiro-cross enigmatico respinto sulla linea da Rechici. Altro giocatore ispirato è Giuliodori, abile ad arare la fascia destra da cima a fondo e crossare sul secondo palo. I due si trovano al 21’ con cross del terzino destro e stop e tiro dell’ala sinistra con palla a sfiorare lo specchio della porta. I siciliani si affacciano timidamente nell’area di rigore amaranto solo al 36’ con Semenzin a impegnare Lagonigro con una deviazione in angolo. Lo sterile primo tempo si conclude con l’ennesima palla gol dei padroni di casa, stavolta contraddistinta - al 44’ - da un calcio di punizione di Laaribi diventata un tiro-cross pronto ad insaccarsi sotto la traversa, alzato all’ultimo momento in angolo da Negri.
CROLLO INGIUSTIFICATO Se il primo tempo, nonostante il gol clamorosamente mancante, è sembrato incoraggiante in chiave prestazione amaranto; la ripresa ha rappresentato l’inaspettato e grave tracollo della Reggina. Ancor meno incisiva sotto porta rispetto a quanto – comunque non fatto – nei primi 45’, un centrocampo senza mordente e pesantemente martoriato da cambi tutt’altro che equilibrati e una squadra in confusione e senza idee stravolta da un modulo – il 3-4-2-1 ancora più evidente nel secondo tempo – che penalizza più che gratifica. Sono solo due i frangenti in cui si è andati realisticamente vicini al vantaggio: al 46’ con Macrì abile a superare mezza difesa avversaria in serpentina, per poi concludere per ben due volte addosso a Negri; al 76’ con lo stesso portiere dell’Acireale a sbagliare il rinvio, regalando palla a Ferraro che ha tempo e spazio per arrivare in area e appoggiare a Ragusa, libero di colpire a botta sicuro ma tardivo ad arrivare su un pallone che finisce per mancare. In situazioni del genere, quando la squadra si appiattisce e il risultato è in bilico, il rischio di perdere la partita è grosso. Detto fatto, poco dopo l’annuncio dei 6’ di recupero in contropiede l’Acireale colpisce con un piattone di Kean in area di rigore che trafigge un non perfetto Lagonigro. É il colpo del k.o., la doccia gelata che distrugge completamente la Reggina nella storia del match e – probabilmente – nella storia del campionato. Il sabato pomeriggio del Granillo termina tra gli assordanti fischi e le urla dei tifosi inneggiando una sola parola: “Fuori”, il che commenta tutto più di molte altre analisi.
Il tabellino
REGGINA-ACIREALE 0-1
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (68’ Palumbo), Desiato, D. Girasole, Verduci; Laaribi (81’ Fofana), Macrì; Edera (84’ Mungo), Bevilacqua (57’ Di Grazia), Ragusa; Guida (57’ Ferraro). In panchina: Summa, R. Girasole, Scali, Porcino. All. Torrisi.
Acireale (4-3-3): Negri; Nardo, Rechichi (45’ Kean), Tourè, Gallo (45’ Demoleon); Daqoune, Cozza, Hebeck (45’ Di Stefano); Semenzin, Samb, Gagliardi (82’ Di Stefano). In panchina: Di Franco, Lo Faso, Floridia, Vitale, Boulahia. All. Cozza.
Terna arbitrale | Arbitro: Christian De Angelis (Nocera Inferiore). Assistenti: Angelo Macchia (Moliterno), Lorenzo De Giulio (Nichelino).
Marcatori: 92’ Kean (A).
Note | Spettatori: 4.543 di cui 73 ospiti. Ammoniti: Rechichi (A), All. Cozza (A), Mungo (R), Verduci (R). Calci d’angolo: 9-2. Recupero: 1’ pt, 6’ st.









