
La Reggina torna a vincere dopo la disfatta contro l’Acireale, riuscendo così a trovare un insperato briciolo di opportunità per la corsa alla promozione diretta. C’è ancora qualcosa di buono da raccontare nell’assurda stagione amaranto e tutto parte dall’insindacabile 2-0 inflitto alla Nuova Igea Virtus nella sfida infrasettimanale di ieri andata in scena a Barcellona Pozzo di Gotto. Uno scontro diretto dove la ritrovata grinta e compattezza di squadra, ha permesso ai ragazzi di Torrisi di mettere a tacere chiacchere e critiche nei loro confronti.
La strada per la Serie C resta sempre stretta e ai limiti della praticabilità per una Reggina chiamata a vincere le sei partite rimaste – cominciando dallo scontro diretto di domenica a Palermo – e sperare che davanti tre squadre perdano punti da qui alla fine. Nonostante ciò, e considerando il trambusto post-Acireale, gli amaranto sono scesi in campo con la giusta mentalità e mettendo in pratica concetti tecnico-tattici visti con continuità tra dicembre e gennaio. Un periodo non casuale, essendo stato il tempo delle nove vittorie consecutive. Lì dove Torrisi aveva trovato certezze di moduli e interpreti, a differenza dell’ultimo periodo in cui confusione e scelte discutibili avevano finito per stravolgere e destabilizzare il gruppo. Tornando ai vecchi solidi principi del 4-2-3-1 e dei titolarissimi in campo, non c’è stata partita per un’Igea in balia degli avversari. Edera e Mungo hanno dato senso al tutto andando in gol, ma la prestazione di squadra è stata senza dubbio una delle migliori dell’intera stagione.
Le pagelle
Lagonigro 6.5: L’Igea non è mai stata pericolosa se non in un frangente intorno all’ora di gara quando una spizzata di testa in mischia poteva beffare gli amaranto. Non per il giovane portiere, attento e reattivo a sventare il tutto.
Giuliodori 5.5: Spinge meno rispetto a domenica scorsa e forse è meglio così per preservare la compattezza difensiva. Gioca bene in linea e non corre rischi. Peccato la mancanza in fase offensiva, il che avrebbe aiutato per aumentare la pericolosità sotto porta.
R. Girasole 7: Con la complicità del fratellone, annulla il pericoloso Samake tra posizionamento e letture da manuale. Riesce a sventare un pericolosissimo contropiede con una scivolata al limite dell’area, a dimostrazione di tutto il suo valore.
D. Girasole 6.5: È condizionato da un’ammonizione precoce, ma gioca con il rischio e ha la meglio. Sempre attento, lucido e concentrato. Se l’attacco siciliano è innocuo, parte del merito è della sua gestione del reparto difensivo.
Distratto 8: Prestazione autorevole al ritorno da titolare dopo la “tribuna preventiva” contro l’Acireale. Annulla totalmente Provazza in fase difensiva, togliendo all’Igea una delle armi più importanti. Non si limita alla difesa, ma spinge con costanza anche in avanti. Suo l’assist per il 2-0 di Mungo con un cross al bacio.
Laaribi 5: Ammonito dopo 20 minuti di gioco per un fallo evitabilissimo a centrocampo. Perde anche un sanguinoso pallone in mediana che, ad inizio ripresa, poteva cambiare il corso degli eventi. Non preciso nemmeno in fase di impostazione. Da rivedere. Dal 90’ Adejo sv.
Fofana 6: L’intera squadra amaranto torna a beneficiare della sua presenza silenziosa in mediana, come diga insuperabile e per trasformare palloni sporchi in nuovi possessi. Tenta anche qualche verticalizzazione interessante, peccato non trovi la perfetta connessione con l’attacco.
Edera 7.5: Bene in pressione fin da subito, recupera una serie di palloni a metà campo facendo capire come e quanto sia disposto al sacrificio. Poi ci mette una dose generosa di qualità calciando una punizione all’incrocio dei pali che indirizza la partita. È questo l’Edera che conosciamo. Dal 80’ Porcino sv.
Mungo 6.5: Fatica ad entrare nel vivo della manovra, soffrendo un ruolo da trequartista che spesso non ha decollato nell’equilibrio del 4-2-3-1 di Torrisi. Eppure, esce alla distanza nella ripresa con un gol che è tutta l’essenza del trequarti. Lettura del gioco a distanza, inserimento preciso e puntuale, zampata in area e rete. Questo sì che significa valore aggiunto. Dal 85’ Salandria sv.
Di Grazia 6: Ennesima partita da vorrei ma non posso. Più volte rappresenta un potenziale pericolo per gli avversari tra giocate personali, inserimenti e percussioni. Tutto fine a sé stesso e poco connesso con i compagni. Cambia, però, volto alla sua prestazione quando un suo colpo di tacco illuminante premia Distratto per quello che sarà il 2-0. A volte una giocata ti salva la partita. Dal 70’ Ragusa sv.
Ferraro 5.5: Più quantità che qualità per un attaccante chiamato al lavoro operaio del mantenere palla col fisico, abbassarsi per dare man forte alla manovra e nulla più. La sua presenza in area di rigore non si sente e non ha mai una reale occasione per avvicinarsi alla rete. Dal 80’ Pellicanò sv.
All. Torrisi 7: Ritorna alle vecchie certezze di assetto tattico e scelte di uomini. Forse è troppo tardi per le sorti del campionato, ma almeno si va avanti con una certa logica. Eccelle nella preparazione della partita, puntando su pressione alta e recuperi palla fondamentali per limitare l’Igea. I suoi ragazzi sono nuovamente motivati e non era facile toccare le corde giuste dopo l’Acireale, gliene va dato merito.









