
La piccola impresa azzurra (visti i tempi magri serviva l’impresa) non è riuscita ed ecco che dopo i flop del 1958 contro l’Irlanda del Nord (episodio isolato), del 2018 contro la Svezia e del 2022 contro la Macedonia del Nord è arrivato il quarto inciampo (il terzo consecutivo) sulla via del mondiale inflittole dalla Bosnia ed Erzegovina la cui posizione di classifica nel ranking F.I.F.A. la vede occupare il 73o posto. Bosnia ed Erzegovina che prenderà parte al mondiale per la seconda volta nella sua storia. La prima nel 2014 (edizione che vide prendere parte l’Italia per l’ultima volta). Un’ultima volta amarissima sancita dalla cocente eliminazione nella fase a gironi dopo la sconfitta contro l’Uruguay (secondo alle spalle del Costa Rica). Era il 24 giugno 2014 e a scrivere la parola fine al mondiale tenutosi in terra brasiliana fu una rete di Godin. Eliminazione che seguì lo stesso percorso del mondiale tenutosi in Sud Africa quattro anni prima quando fece anche peggio venendo fatta fuori nella fase a gironi giungendo ultima con la Nuova Zelanda a sopravanzarla. A testimonianza del fatto che dopo il quarto alloro mondiale conquistato in terra teutonica contro la Francia nel 2006 (escludendo la clamorosa affermazione al campionato europeo…) sono vent’anni che la nazionale italiana non è più quella d’un tempo. La ricetta per riprendersi…? Non è semplice ma fondamentale sarà ripartite dalla “strada”, da quella strada che ha forgiato i campioni dell’Italia che fu il cui primo undici salito sul mondo guidato da Vittorio Pozzo recitava: Combi, Monzeglio, Allemandi, Ferraris, Monti, Bertolini, Guaita, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi. Nazionale di grandissimi talenti, uno su tutti il futuro capitano che bisserà il titolo mondiale nel 1938 Giuseppe Meazza… scoperto in età giovanissima mentre giocava per strada con altri coetanei inseguendo un pallone di stracci.










