esagono nero.svg
rcsport-logo
rcsport-logo
search icon
ezgif.com-animated-gif-maker

Il quotidiano online dello sport dilettantistico e non solo.

Direttore responsabile Pino Gagliano

Associazione di promozione sociale Onlus EMITI.

Legale rappresentante Ornella Derna.
 

rcsport-advertising

MAIN SPONSOR

scarica-app-android-small-696x114

facebook
instagram
whatsapp
tiktok

2023 © RCsport.it - Tutti i diritti riservati. Associazione di promozione sociale Onlus EMITI. Reg. Trib. Palmi n° 1/18. Realizzato da VOLGO Agenzia Pubblicitaria

rcsport-advertising
rcsport-advertising
rcsport-advertising

Italia, sconfitta culturale prima che sportiva: il calcio perde la sua anima

2026-04-01 19:29

Girolamo Siciliano

CALCIO, SPORT SOTTO I RIFLETTORI, calcio, sport-sotto-i-riflettori, nazionale-italiana-di-calcio,

Italia, sconfitta culturale prima che sportiva: il calcio perde la sua anima

Tra alibi e cattiva gestione dei giovani, l’Italia ha smesso di crescere dove nasceva il talento

12.09.2020-cinquefrondese-vs-gioiese_23.jpeg

L'ennesimo risveglio amaro che oramai accompagna il calcio italiano ogni volta che la posta in palio si fa alta. La partita di ieri della Nazionale Italiana è stata l'ennesima delusione. A noi italiani piace cosi: siamo imbattibili nel processo del Var infinito, dei fuorigioco millimetrici e nel trovare il capo espriatorio con le solite chiacchiere da bar. Ma la verità è che siamo diventanti campioni del Mondo di alibi tralasciando la realtà dei fatti. La problematica non è la partita di ieri o la mancata qualificazione per la terza volta consecutiva, ma tutto quello che c'è a monte. Abbiamo smesso di osservare già da anni dove il calcio pulsava davvero , tra i vicoli, nelle piazze e nei quartieri. 

 

Una volta per strada si imparava a difendere la palla facendo sponda anche ai marciapiedi, a inventare la giocata o il gesto tecnico nel cemento, e ci si sbucciavano le ginocchia, quando andava bene. Un serbatoio importante andato disperso perchè probabilmente vittime di un sistema che ha e continua a preferire quelle situazioni dove la palla rotola per tornaconto e non per fame come lo era una volta. Una mancanza di visione che si avverte costantemente anche nei nostri campionati dilettantistici. Quanti calciatori cresciuti per strada dove si diventava uomini prima che calciatori. Oggi invece si predilige quel mancato coraggio (o convenienza) di investire seriamente sui settori giovanili, che nella maggior parte dei casi vengono affiliati o tenuti in vita solo per incassare le provvigioni delle iscrizioni, con l'unico concetto che la valorizzazione di un vivaio non è un patrimonio da far crescere, ma una quota da versare per far quadrare i bilanci. 

 

Eppure basterebbe guardare la nostra splendida terra per capire cosa stiamo sprecando. Una piccola punta di uno stivale capace di sfornare numerosi talenti che dalla gavetta sono arrivati fino ai palcoscenici della serie A. Pensiamo a Fabio Caserta ex allenatore del Catanzaro ora all'Empoli partito dall'Eccellenza Calabrese con la Nuova Melito, per poi crescere con il Locri e l'Igea Virtus fino all'esplosione con Catania, Palermo, Lecce e Atalanta. Altri calciatori come lui che hanno fatto la storia del calcio italiano, un flash back che porta i nomi di Benito Carbone, Mark Iuliano, Giuseppe Pancaro, Francesco Cozza, Gennaro Gattuso, Stefano Fiore, Giuseppe Sculli, Vittorio Tosto, Salvatore Micieli, Giovanni Morabito, Vincenzo Iacquinta, Simone Perrotta e tanti altri. Profili anche tra gli anni 60 e gli anni 80 come Gianni Fanello, Franco Rizzo, Francesco Scorsa, Gennaro Olivieri, Massimo Mauro, Pino Lorenzo e Saverio Leotta. 

 

Finchè continueremo a considerare i cosidetti "fuoriquota" merce di scambio, pedine da inserire solo perchè lo impone il regolamento, oppure un ragazzino che calcia in piazza come un disturbo alla quiete pubblica, rimarremo sempre spettatori nostalgici. Perchè un sogno non si nutre di "quote" o tasche altrui, si nutre di merito e di quella fame che solo chi è cresciuto con il cemento sotto i piedi conosce davvero. Se non si ricomincia da questi concetti basilari, non continueremo a perdere una sola partita, ma bensì la speranza di chi, con un pallone tra i piedi, crede ancora di poter cambiare il proprio destino.

rcsport-advertising
rcsport-advertising