
Se questa è una squadra vogliosa di prendersi la promozione, non siamo messi esattamente bene. Se questa è una squadra di metà classifica che nulla ha da chiedere al campionato, allora può anche andare bene. Peccato che la Reggina sia, in teoria, all’inseguimento di un primo posto che dista anni luce stando alla prestazione che gli amaranto mettono in campo contro il Gela. Uno 0-0 in terra siciliana frutto di un rendimento insufficiente, sottotono e decisamente senza mordente. Una manovra compassata per gran parte della partita, un arrembaggio confuso e abbozzato sul finale e una squadra di casa a difendersi con una certa tranquillità. Impossibile pensare alla Serie C, ancora una volta gli amaranto si perdono, dopo aver costruito qualcosa di importante com’erano state le due vittorie consecutive con Igea e Athletic Palermo.
LENTEZZA E TORPORE Il primo tempo è come il risveglio dopo una profonda e rilassante pennica pomeridiana. Semplicemente ti senti spossato e ancora assonato. Di fatto i primi 45’ sono lenti, statici e senza emozioni di alcun tipo. Pur riproponendo nella sua interezza l’energica formazione vittoriosa a Palermo, la Reggina risulta statica in fase di possesso. Il Gela, da impostazione tattica, rinuncia alla prima linea di possesso, facendo impostare liberalmente dal basso gli amaranto. Calabresi che - incapaci di velocizzare il giro palla - diventano facilmente prevedibili, lenti e macchinosi non riuscendo mai a creare reali palle gol. Solo due le potenziali occasioni da gol, perfettamente divise ad inizio e fine frazione. Al 2’ l’unica fluida costruzione di gioco porta al tiro Di Grazia dal limite dell’area piccola. Conclusione che sfiora il secondo palo e finisce sul fondo. Al 44’ è l’esterno di fascia opposta Edera a tentare l’azione personale saltando due avversari, per poi crossare basso e teso non trovando nessuna deviazione a pochi passi dalla linea di porta. Facile capire che per vincere una partita serve molto di più sotto ogni punto di vista.
NULLA DI FATTO I presupposti non cambiano in una ripresa passata in gran parte a riproporre quanto (non) messo in campo nella prima frazione. Reggina ancora statica e Gela sempre arroccato in difesa senza mai oltrepassare la propria metà campo. La storia si scuote ad una ventina di minuti dalla fine, quando i cambi amaranto innestano un minimo di velocità in più ad una manovra incomprensibilmente lenta. Sartore e Palumbo infondono nuovo vigore dalla panchina, ma il più vicino alla rete è Ferraro che al 67’ si divora un rigore in movimento. Cross di Sartore dalla destra e pallone per l’attaccante completamente smarcato all’altezza del dischetto. Conclusione frettolosa e di prima intenzione che finisce ben al di sopra della traversa. Sempre Ferraro, con la complicità di Rosario Girasole, si rende pericoloso al 76’ su calcio d’angolo. A pochi passi dalla porta, il centravanti amaranto si scontra involontariamente con il giovane difensore e ne nasce una deviazione a far terminare al lato di poco il pallone. Sono queste – oltre a una serie infinita di calci d’angolo mal sfruttati - le uniche minime speranze di vittoria in un pomeriggio scialbo e deludente. E pensare che dagli altri campi qualcosa di positivo era maturato, con il pareggio della Nissa capolista raggiunta in testa dal Savoia. Appare, però, inutile guardare agli avversari quando manca la mentalità vincente e la grinta ad una squadra amaranto apparsa totalmente spenta davanti all’ultima, o quasi, possibilità di rimonta promozione.
Il tabellino
GELA-REGGINA 0-0
Gela (4-3-3): Colace; Argentati, Sbuttoni, Giuliano, Berto; Cancemi, Giacomarro, Teijo; Siino, Flores, Tuccio. In panchina: Florulli, La Rosa, Sinatra, Catanzaro, Eguaseki, Cona, Camolese, De Caro. All. Misiti.
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole (88’ Guida), D. Girasole, Distratto: Laaribi (80’ Ragusa), Fofana (72’ Salandria); Edera, Mungo (62’ Palumbo), Di Grazia (62’ Sartore); Ferraro. In panchina: Summa, Adejo, Porcino, Macrì. All. Torrisi
Terna arbitrale |Arbitro: Giosuè Ambrosino (Torre del Greco). Assistenti: Enrico Antonino (Basano del Grappa), Enrico Rossetto (Schio).
Note | Spettatori: Dato non comunicato. Ammoniti: Cancemi (G), Tuccio (G). Calci d’angolo: 0-18. Recupero: 2’ pt, 8’ st.


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