
La Reggina esce con le ossa rotte da Gela per aver messo in campo una prestazione altamente deludente e decisamente insufficiente. Lo 0-0 non rende fino in fondo l’idea di ciò che gli amaranto hanno dimostrato in una domenica pomeriggio che renderla più deludente di così era impossibile. Le ambizioni di promozione ormai sono vicine allo zero ed è una consapevolezza ingombrante per tutto l’ambiente.
I ragazzi di Torrisi sono apparsi lontani parenti dei calciatori che nelle precedenti due partite battevano con energia e superiorità Igea Virtus e Athletic Palermo. Come si può, invece, andare sul campo di una squadra che nulla aveva da chiedere al campionato e nulla ha creato in fase offensiva – come il Gela – e giocare senza grinta? Questo, prima di tutto, è mancato alla Reggina. La manovra lenta, gli errori grossolani sotto porta e le imprecisioni tecniche nel giro palla vengono dopo l’atteggiamento mentale. Come può una squadra in lotta per la promozione non dare il massimo in una partita dove contano i tre punti e davanti si ha un avversario vistosamente più debole? Queste sono sfide da azzannare e portare presto a casa. Il problema è che gli amaranto si sono dimostrati una squadra molto simile a chi non ha grosse ambizioni in Serie D e galleggia a metà classifica, nulla di più e forse qualcosa di meno. Tutto gira intorno a tale concetto: la Reggina non è all’altezza delle proprie ambizioni. La classifica, a quattro partite dal termine della stagione regolare, dice terzo posto a meno 6 dalla doppia capolista Savoia-Nissa e con una gara in meno. Ottenere la promozione andrebbe oltre il miracolo sportivo e sarebbe, francamente, una circostanza che questa Reggina non merita.
Il tabellino
Lagonigro 5: Rischia non poco al 88’ con un’uscita pericolosissima, lasciando sguarnita la porta. Fortunatamente per lui, il Gela non è lanciato in avanti. Si spinge in area avversaria sul calcio d’angolo finale, facendo capire a tutti che il pareggio non serve a nulla.
Giuliodori 4: Qualche riconquista palla interessante, una dose di cross e conclusioni sballate e un tasso alto di imprecisione generale. Non è affatto in giornata, così come il resto della squadra.
R. Girasole 5: Inoperoso in fase offensiva causa Gela innocuo, ha la possibilità di sbloccare il risultato in mischia da calcio d’angolo quando si ostacola goffamente con Ferraro e spreca l’occasione. Dal 88’ Guida sv.
D. Girasole 5: Un colpo di testa dei suoi sarebbe servito per prendersi i tre punti, ma non si può rimproverare a un difensore di non aver fatto gol. Nei suoi compiti base non sbaglia, anche perché non ha nulla da difendere davanti all’assente attacco gelese. Qualche sbavatura di troppo, invece, nel giro palla dal basso.
Distratto 5: Impreciso nei pochi cross che riesce a eseguire. Più coinvolto nella manovra rispetto al collega di fascia opposta, ma è innocuo e si limita al compitino.
Laaribi 4: Ha molto spazio di manovra abbassandosi sulla linea dei difensori, visto che il Gela abbandona strategicamente la prima pressione. Eppure non effettua nessun lancio, nessuna verticalizzazione, nessuna giocata volta a creare un avvio di azione pericolosa. Solo qualche passaggio nello stretto e nient’altro. Di fatto rappresenta il primo ingranaggio inceppato di un sistema impresentabile. Dal 80’ Ragusa sv.
Fofana 4: Qualche palla sporadica recuperata in mediana, ma è in fase di possesso a non funzionare. Statico e macchinoso, passando da lui si arena ulteriormente la manovra esattamente all’opposto di ciò che accadeva nei suoi passati momenti migliori in amaranto. Dal 72’ Salandria sv.
Edera 5: Una sola giocata personale sulla sua fascia di competenza verso la fine del primo tempo, comunque conclusa in un nulla di fatto. Ancora una volta dovrebbe rappresentare il fattore che ti cambia la partita con la qualità superiore, invece si perde con il resto della squadra e con una certa facilità.
Mungo 4.5: Si abbassa dando una mano in difesa, riuscendo anche a recuperare palloni in mediana. Così facendo è spesso assente sulla trequarti, non facendosi vedere e di conseguenza non potendo incidere. Non pervenuto nemmeno in area di rigore, dove mancano non poco i suoi inserimenti con tempi giusti. Dal 62’ Palumbo 5.5: Gioca fuori ruolo da trequartista, eppure riesce a velocizzare la manovra con passaggi rapidi e precisi. Peccato non abbia modo di incidere una volta arrivato al limite dell’area.
Di Grazia 5: Sua l’unica azione realmente pericolosa del primo tempo, ovvero un tiro terminato di poco al lato al 2’. Per il resto non dialoga mai con il resto della squadra, limitandosi a qualche sporadica giocata fine a se stessa e nulla più. Dal 62’ Sartore 6: Suo il cross per la palla gol più importante della partita, poi sprecata da Ferraro. Entra dalla panchina e infonde una scintilla alla squadra. Guadagna l’unica sufficienza di giornata a premiare l’intraprendenza e la voglia di incidere in mezzo a molta mediocrità.
Ferraro 4: In una partita di magra corale a giudicare dalla costruzione di gioco insufficiente degli amaranto, l’attaccante deve essere ancora più famelico e pragmatico sfruttando ciò che capita. E ne avrebbe anche l’occasione in un rigore in movimento che manda goffamente alle stelle. Già quel che passa il convento è poco, se poi lo si spreca diventa tutto impossibile.
All. Torrisi 4.5: Squadra lenta, statica e macchinosa. I cambi sembrano poter spingere sull’acceleratore, ma è un buon proposito e nulla più. Delude non solo sul piano tattico, ma anche e soprattutto per l’aspetto mentale. Ragazzi scarichi, apparentemente senza motivazioni e compassati: i suoi uomini sono sembrati alla deriva e il tecnico li ha seguiti senza invertire la rotta.


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