
Riceviamo e pubblichiamo
II RE DELLA SCENEGGIATA
A primo acchito viene subito in mente lui, il grande Mario Merola, figura chiave che ha portato il teatro-canzone napoletano al successo nazionale e cinematografico, conosciuto in tutto il mondo come il Re della sceneggiata. Le sue trame ruotano intorno all'onore, all'amore tormentato, alla gelosia, al carcere ed al tradimento. Ebbene si, sabato pomeriggio abbiamo avuto modo di scoprire che anche Cariati, come Napoli, ha il suo Mario Merola ed il soggetto in questione è il direttore sportivo della squadra di calcio a 5. Ore 14:30, le squadre sono in campo per il riscaldamento quando improvvisamente la sua voce tuona imponente in tutto il palazzetto. Grida, schiamazzi, minacce e accuse infondate. La trama della sua sceneggiata era un presunto schiaffo ricevuto da un suo calciatore da parte di un componente della squadra cittanovese. Ovviamente nulla di vero, solo un battibecco verbale, nessun contatto, nessuno scontro. I dirigenti della squadra locale cercano invano di capire cosa sia successo e di calmare l'attore ma lui, ormai preso dalla parte, non demorde e per rendere ancora più credibile la sua sceneggiata va avanti imperterrito chiamando le forze dell'ordine che giungono sul posto per constatare l'accaduto. Il Cariati non vuole scendere in campo, vorrebbe vincere la partita a tavolino, ma una volta appreso dagli arbitri che tale comportamento avrebbe invece portato ad una loro sconfitta fa retromarcia, la partita si gioca.
LA RESA
Giunti sul risultato di 6 a 3 per i locali succede ancora qualcosa di assurdo, il Mario Merola cariatese entra nuovamente in scena.
Con la sua squadra in svantaggio di 3 gol e con i giocatori contati a causa delle 2 espulsioni ricevute (nette e meritate come ammesso a fine partita dal loro stesso allenatore) decide di arrendersi. Non vuole più giocare e chiede al mister ed ai dirigenti della squadra locale di non infierire sul risultato. Davanti ad una richiesta tanto impietosa quanto insolita, e comprendendo il momento difficile dell'avversario, mister e dirigenti accompagnatori cittanovesi decidono di assecondare la richiesta dando vita ad un giropalla sterile per i restanti 10 minuti finali.
PERPLESSITÀ
Quindi ora noi ci domandiamo, come mai tutto questo? D'altronde è risaputo che il dirigente cariatese non è estraneo a queste vicende, al voler tentare di vincere le partite fuori dal campo. Forse è dovuto al fatto di essere arrivato alla partita con una squadra decimata dagli infortuni e con 2 settimane senza allenamento per problemi al palazzetto come confidatoci dal loro stesso allenatore.
Ora leggiamo di "campionato falsato" e di "rischio di non giocare i play off" ma sempre gli stessi il giorno prima ci riferivano che i play off non hanno interesse a giocarli per non essere costretti a pagare una mensilità in più ai giocatori stranieri...anche questo faceva parte della sceneggiata?
Saremmo inoltre curiosi di vedere il referto del pronto soccorso per capire quale orecchio abbia accusato le problematiche descritte, quello destro o quello sinistro? Il ragazzo sembrava un po confuso, evidentemente non avendo recepito bene le direttive del regista, per non sbagliare continuava a tenersi con la mano un po' l'uno ed un po' l'altro.
Leggiamo di una prognosi di 10 giorni per "trauma all'orecchio sinistro con acufene e cefalea" ma come si evince dalla foto che alleghiamo, la "vittima" si tiene chiaramente l'orecchio destro!
IL POST PARTITA
Come consuetudine al termine di ogni partita la nostra società offre da bere e spesso anche da mangiare della pizza ai propri avversari poiché pensiamo che al triplice fischio, che si vinca o che si perda, le ostilità vadano messe da parte. E siamo stati felici di constatare che nonostante un giocatore "moribondo" che non ha potuto prendere parte alla gara e che necessitava di cure, la squadra cariatese sia rimasta insieme a noi a disputare un terzo tempo in amicizia a base di pizza e birra.
Vogliamo ricordarvi così.





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