
Alla fine lo zero alla voce punti è stato cancellato ed è così che per i Falchi Maropati al termine di una partita rocambolesca contro una coriacea Nuova Paravati è arrivato un pareggio (2-2) che per quanto fatto vedere nell’arco dei novanta minuti sta un po' stretto.
Primo tempo nettamente in mano ai padroni di casa che vanno sul doppio vantaggio con Silvestro (con 5 reti miglior marcatore...) e Sapioli ma sul finire arriva il 2-1 ospite con Galati che batte il portiere su un calcio di punizione battuto da posizione defilata approfittando di una sbandata della linea difensiva. La ripresa vede gli ospiti cercare la via del pareggio (a fermarli in più di un’occasione la buona vena del portiere maropatese) ma sono i Falchi Maropati a sfiorare di un nulla la terza marcatura con un tiro a colpo sicuro salvato quasi sulla linea. Nel gioco del calcio esiste, però, una regola (non scritta) che recita gol sbagliato gol subito ed è così che, a una decina di minuti dal novantesimo, arriva il 2-2 con una forte conclusione dal limite dell’area di rigore di Nicolaci. Punteggio che rimane tale fino al triplice fischio finale che fa calare il sipario su un campionato parecchio sfortunato per i ragazzi maropatesi (in cinque occasioni la sconfitta è arrivata con il minino scarto) la cui unica (seppur magra) consolazione è l’aver finalmente cancellato lo scomodo zero in classifica. Nuova Paravati che chiude, invece, con un discreto ottavo posto.
Giunto il rompete le righe, l’anno venturo i Falchi Maropati ripartiranno dalla stessa categoria con rinnovati e nuovi propositi sperando di cambiare rotta e magari di rendersi protagonisti come fatto dal Fulmine Sorianello resosi artefice di una storica impresa. Centrare il salto in Seconda Categoria a un solo anno di distanza dalla fondazione. Seconda Categoria centrata anche dal Maierato grazie al +11 sulla quinta classificata (il Serra San Bruno). Per stabilire, invece, la terza promossa si dovrà attendere l’esito del play off tra il Pernocari e lo Sporting Piscopio. Il punto conquistato dai Falchi Maropati, in un’ipotetica classifica tra tutte le squadre dilettantistiche calabresi dei 19 gironi (la prima in assoluto, la Digiesse Praia Tortora, ha tagliato il traguardo della Serie D dopo un’attesa di 34 anni...), fa pari e patta con la Pro Emiliano Villapiana che ha anch’essa chiuso con un punto. Un punto lo ha messo insieme anche il Fagnano ma (in virtù della penalizzazione inflittagli) ha chiuso ultimissimo a -3. Penalizzazioni escluse (considerando tutti i campionati regionali del bel paese) il punto messo insieme dal Fagnano non equivale all’ultimissimo posto in assoluto che (con zero punti…) lo condividono più squadre.
Alla fine di tutta questa storia, quel che si è scritto si riferisce all’ultimissima categoria del calcio italiano. Una categoria dove il pallone più che rotolare sobbalza finendo spesso in mezzo alle sterpaglie che delimitano gli sterrati campetti in terra battuta (l’erba se c’è è solo un’intrusa), dove i calciatori (tranne qualche rara eccezione) fan fatica a dargli del tu, dove gli schemi (se esistono) hanno il solo scopo del segnare accendendo i pochi ma temerari tifosi che scalpitano con passione; ma son proprio queste bizzarre imperfezioni a renderlo vero, verissimo... ed è da queste bizzarre imperfezioni che il calcio dei grandi deve prendere esempio se vuol ritornare ai livelli che merita l’Italia pallonara che nel piano più alto sta per celebrare l’Inter che quando salì per la prima volta sul tetto d’Italia lo fece avendo anch’essa come casa uno sterrato campetto in terra battuta.


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