
La redazione sportiva di RcSport incontra il co-presidente del Val Gallico Gianluca Califano per fare il punto su una stagione che, nonostante le grandi aspettative iniziali, si è rivelata fallimentare.
Presidente Califano, sulla carta il Val Gallico era una delle squadre più forti del campionato. Eppure siete fuori dai playoff. Come si spiega tutto questo?
Le aspettative di certo non erano queste, inutile nascondersi dietro a un dito. Avevamo costruito una rosa di qualità, con giocatori di categoria superiore ed un tecnico esperto, ma il calcio non perdona quando gli ingranaggi non funzionano. Sono mancati alcuni aspetti fondamentali per poter condurre una stagione vincente: equilibrio, continuità e anche un pizzico di buona sorte sono componenti fondamentali, direi anche che qualche infortunio in meno non avrebbe di certo guastato. Ci assumiamo tutti quanti le giuste responsabilità senza cercare alibi.
L’arrivo di Mister Di Maria era stato accolto con i favori degli addetti ai lavori. Cos’è andato storto?
Quando a Gallico è arrivato Di Maria, tutti quanti, stampa compresa, avevano espresso parere favorevole. È un allenatore che ha scritto importanti pagine di storia sportiva calabrese, ma in questa stagione poche cose hanno trovato il loro giusto indirizzo. Nonostante le sue idee e la visione chiara del calcio, il risultato finale non ha seguito le aspettative. In questo mondo può succedere: non sempre le scelte, anche quelle più apprezzate, portano ai traguardi sperati.
I direttori Gatto e Serrao hanno lavorato tanto per costruire questa squadra. Che giudizio dà sul loro operato? Le dimissioni di Serrao sono riconducibili a questioni tecniche o personali?
Solo parole di rispetto e ringraziamento per Natale e Mimmo. Hanno dato sempre il massimo, lavorando con grande professionalità e impegno senza mai risparmiarsi. Natale Gatto è un dirigente navigato che conosce bene le dinamiche del calcio e si spende sempre per la causa. Mimmo Serrao è un passionale vero, e per questo si lascia trascinare spesso dalle emozioni, ma è un uomo che ama il campo, è un generoso e dá sempre tutto per la squadra. Le sue dimissioni giungono inaspettatamente; sta di certo che non è mai stato messo in discussione dalla società il suo operato, anzi non possiamo che apprezzare tutto ciò che ha fatto; pertanto eventuali colpe vanno condivise tra tutti, me compreso. Mimmo è un caro amico, al di là delle dinamiche calcistiche; con lui abbiamo vissuto, per diversi aspetti, stagioni uniche, tra Real Metropolitana e Val Gallico. Sa bene che questa è casa sua.
Giunti quasi al termine della stagione che clima si respira in società e negli spogliatoi attualmente?
È chiaro che non è un momento semplice. C’è delusione e rassegnazione. Questa società ha una storia e una base solida, la squadra dei veterani oggi sta aiutando diversi giovani a fare un po’ di esperienza.
Guardando al futuro: cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione?
Ci sarà di certo una rifondazione identitaria. Valuteremo ogni singola posizione. L’obiettivo è costruire un progetto sostenibile, puntando sempre più sulla nostra “cantera” mettendo al centro il territorio della vallata del Gallico. Quest’anno ci ha insegnato tanto e ci servirà da lezione.
⸻
Confermerete qualcuno dei protagonisti di questa stagione o si ripartirà da zero?
Ci sono elementi validi che meritano una seconda opportunità. Ma allo stesso tempo ci sarà da fare delle scelte. Chi resterà dovrà essere motivato e amare questa maglia. Di certo ripartiremo da una società di persone per bene, che ringrazio ad una ad una, in particolare il mio collega Antonio Lo Presti, con cui viviamo fianco a fianco ogni dettaglio.
Una stagione da archiviare in fretta, ma anche da cui ripartire. Il Val Gallico prepara il futuro, con l’obiettivo di trasformare la delusione in nuova ambizione.



.gif)
.gif)





