
Ne sono successe di ogni, ma la sensazione è che questo campionato dovrà ancora raccontarci qualche storia interessante. Si presenta così il girone I di Serie D a due giornate dal termine di una stagione regolare senza padrone in vetta, con incognite di giustizia sportiva e una corsa promozione aperta a diversi scenari. Una piccola possibilità per salvare la faccia e il futuro prossimo risulta esserci per la Reggina, chiamata a vincere domani a Milazzo e a sperare in passi falsi di Nissa e Savoia. Il tutto mentre si attende di capire se il caso Messina possa portare a uno stravolgimento della classifica. La trama si infittisce, di sicuro non ci si annoierà.
L’ultima partita fuori casa per la Reggina è ancora una volta in Sicilia, contro un Milazzo già certo di non poter agganciare la zona playoff e altrettanto sicuro di disputare il prossimo campionato di Serie D. Avversari con la testa leggera che giocheranno solo per la gloria e l’onore di confrontarsi con gli amaranto. Squadra di Torrisi che – oltre a non avere il sostegno dei tifosi ai quali la trasferta è stata vietata per la vicinanza geografica con Igea-Messina – non dovrà ripetere quanto di pessimo fatto vedere domenica scorsa nel primo tempo contro il Paternò. Una prestazione deludente, con giocatori statici e bloccati in una spirale psicofisica negativa, non servirà per l’obiettivo tre punti. La miglior versione dei calabresi, quella sì, che sarà determinante per vincere. Poi? Servirà sperare, ancora una volta, che Nissa e Savoia inciampino. Se c’è una reale opportunità in cui la coppia di testa potrebbe perdere terreno è proprio domani, quando le due affronteranno rispettivamente Sambiase e Athletic Palermo entrambe in trasferta. Più difficile possano cedere all’ultimo turno contro Paternò e Sancataldese in casa. Di fatto, se domani la Reggina non si aggancerà la vetta, ogni sogno di Serie C andrà realisticamente in frantumi, a meno che la classifica non venga ridisegnata da un’esclusione del Messina dopo le incognite sui tesseramenti di inizio stagione, ma questa è una matassa che non sta a noi sciogliere e non sarà nemmeno il campo a farlo. Ancora una volta la Reggina si trova, comunque, in una condizione in cui sbagliare non è permesso, pena la fine di tutto. Non esattamente il miglior scenario possibile in cui collocare una squadra fragile, che già più volte in stagione è mancata nei momenti chiave per dei cali psicofisici inspiegabili o quasi. Gli amaranto dovranno fare leva sulla grinta e l'orgoglio, fattori spesso smarriti ma che timidamente sono riemersi sul finale di sette giorni fa.
Riguardo la probabile formazione, molto ruota intorno alle defezioni. Barillà, che aveva cambiato la partita di domenica scorsa sul piano mentale per attitudine e voglia, è nuovamente costretto ad alzare bandiera bianca così come Sartore. Nulla da fare nemmeno per Edera dopo aver accusato un risentimento muscolare. Fuori anche il lungodegente Pellicanò e i soliti non convocati per scelta tecnica Fanari, Fomete, Lanzillotta, Panebianco e Verduci. Per il resto, il rientro di Laaribi apre ad una considerazione: il Fofana delle ultime partite merita ancora la titolarità? E il duo Salandria-Laaribi può funzionare? Interrogativi che troveranno risposta solo domani, così come il rebus del trequartista. Palumbo non è adatto al ruolo, Bevilacqua e Macrì sembrano essere stati accantonati e Ragusa ha deluso non poco contro il Paternò. Scelta scontata? Il rientro di Mungo, il più continuo sotto la voce minutaggio. Pochi dubbi sul resto della formazione, considerando che i margini per gli esperimenti non esistono più. Anche se di margini non ne esistono più per nessun aspetto di questa nefasta stagione.
La probabile formazione della Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Laaribi, Fofana; Di Grazia, Mungo, Ragusa; Ferraro.


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