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Milazzo-Reggina, le pagelle amaranto a freddo: Laaribi presente, Fofana ingenuo

2026-04-27 08:17

Paolo Messina

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Milazzo-Reggina, le pagelle amaranto a freddo: Laaribi presente, Fofana ingenuo

Amaranto in corsa per la promozione, ma il campo racconta una squadra spenta e senza identità

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Facile utilizzare una dose generosa di cinismo e dire che la Reggina ha vinto 2-1 sul campo del Milazzo. Facile dire che una infinitesima speranza di promozione è ancora presente in casa amaranto. Ma, probabilmente, non è poi così difficile sottolineare che oltre il superficiale ci sia una squadra spenta e apatica che si sta trascinando a forza e per inerzia verso la fine della stagione. Del resto è diventata abitudine, consuetudine di quasi ogni fine settimana.

 

La Reggina nella penultima giornata di campionato ha affrontato ancora una volta la classica situazione da trasferta in Serie D: campo ai margini della praticabilità e avversari intraprendenti ma tecnicamente limitati. In scenari del genere, serve una prestazione da mentalità rocciosa e non arrendevole. Serve creare quante più occasioni possibili per indirizzare la contesa sul proprio binario, per poi amministrare il vantaggio. Non è necessario, ma sembra ovvio, giocare al piccolo trotto con lanci lunghi preda della difesa. Mettiamoci anche nessun tiro in porta – ma nemmeno fuori dallo specchio - frutto di azioni ragionate mai costruite e ne viene fuori una prestazione amaranto difficile da commentare positivamente. Non possono bastare a farlo i due gol, un po' fortunati e può episodici. Non è così che si arriva in Serie C, ma anche questo sembra abbastanza facile da ribadire.

 

Le pagelle

 

Lagonigro 6: Buona parata sull’unico tiro verso la porta del Milazzo, ovvero la conclusione di Curiale ad inizio partita. Intuisce l’angolo del calcio di rigore, ma non riesce ad opporsi davanti all’esecuzione forte e precisa di Giunta.

 

Giuliodori 5.5: Attivo, per quanto possibile in una partita spenta, in fase offensiva con corse di gran carriera e qualche sporadico cross interessante. Nulla che renda presentabile la manovra amaranto, ma il suo l’ha fatto. Dal 73’ Desiato 5.5: La rimessa laterale che porta al gol di Guida non è equiparabile ad un assist, ma almeno viene ricordato per questo piuttosto che per il giallo incomprensibile rimediato pochi secondi dopo il suo ingresso in campo.

 

R. Girasole 6: Passati i primi minuti d’incertezza davanti alla coppa Curiale-Galesio, ha vita facile con un comunque innocuo attacco siciliano. Non si propone mai in zona più avanzata come prova, invece, a farlo il fratello e compagno di reparto. Meglio concentrarsi sull’esultanza rabbiosa e piena di grinta per l’1-2 a dimostrazione di quanto, almeno lui, ci tenga.

 

D. Girasole 6: Fatica a contenere la coppia Curiale-Galesio ad inizio gara, ma si tratta di sporadici episodi. Ha tempo e modo di prendere le misure e adattarsi senza farsi più sorprendere con il passare dei minuti. Si propone anche in avanti, ma è pericoloso solo con un colpo di testa ad inizio gara finito in un nulla di fatto.

 

Distratto 5.5: I radar non lo rilevano in fase offensiva se non per qualche inconsistente sovrapposizione, ma si dimostra attento in una serie di chiusure difensive. Certo, qualche cross sarebbe stato più che gradito e per certi versi avrebbe rappresentato il minimo sindacale per un terzino. Dal 73’ Porcino sv.

 

Laaribi 6.5: Tiro di rara potenza che sblocca il risultato come un fulmine a ciel sereno, anche se aiutato da un ultimo rimbalzo fortunato del pallone sul disastrato campo del Milazzo. Gol a parte non riesce ad avviare nessuna manovra di squadra. Risulta paradossalmente più incisivo quando si alza dalla mediana e si fa dare palla sulla trequarti. Così facendo, ha giocato un ruolo chiave per il risultato finale.

 

Fofana 4.5: Ingenuo nel commettere rigore con una trattenuta più vistosa che fallosa, tanto da indurre l’arbitro a fischiare la massima punizione. La vittoria finale riduce l’incidenza della sua prestazione, che resta comunque ampiamente negativa. Dal 73’ Macrì sv.

 

Ragusa 4.5: Un rimbalzo che gli toglie il pallone dai piedi in corsa ad inizio ripresa e nient’altro. Lo scriviamo per evitare di lasciar vuota la sua casella. Vuota come la sua prestazione. Appare il più limitato dalle sconnessioni del terreno di gioco. Dal 59’ Palumbo sv.

 

Mungo 5: Qualche funambolico tentativo in area di rigore e un’assenza generale dal vivo del gioco, complice una serie di lanci lunghi dei compagni che non gli permettono di lavorare tra le linee. Dal 65’ Guida 6.5: Un gol da opportunista d’area di rigore, da vero attaccante come mai aveva fatto prima d’ora. Se solo avesse avuto più opportunità in stagione, invece di ricevere fin troppe critiche, magari la Reggina avrebbe avuto una punta prolifica.

 

Di Grazia 5: Apprezzabile il suo impegno a muoversi costantemente senza palla in cerca di fortune, ma i compagni non lo premiano quasi mai. Alla fine dei conti, diventa un disperso in mezzo al campo in cerca di una via introvabile. Di solito, in situazioni di magra, tentava la giocata personale, ma stavolta non ne ha nemmeno la possibilità tra inconsistenza della manovra amaranto e campo limitate per i giocatori più tecnici come lui.

 

Ferraro 5.5: Il lavoro di fisico per la sponda a Laaribi è perfetto in occasione del primo gol amaranto. Peccato che quanto di buono fatto è tutto lì. Può soltanto una giocata portare alla sufficienza? Difficile dirlo, anche se come attenuate va sempre considerato che di palloni giocabili ne ha avuti ben pochi.

 

All. Torrisi 5.5: Diamo a Cesare quel che è di Cesare. I cambi funzionano, soprattutto quel Guida entrato per creare la coppia d’attacco che di fatto decide la partita. Non si può, però, accantonare l’atteggiamento spento e apatico della sua squadra. Due gol scaturiti da situazioni casuali e favoriti da un terreno di gioco enigmatico, pur portando alla vittoria, non giustificano l’ennesima prestazione insufficiente sul piano di un gioco che non decolla e appare senza reali idee efficaci. Non ci si aspettava il tiki taka di guardiolana memoria, ma qualcosa di più di lanci lunghi finiti nel vuoto era lecito ipotizzarlo.

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