
Com’era scontato che succedesse il Savoia ha vinto la sua partita guadagnandosi la promozione diretta in Serie C. Com’era scontato che succedesse la Nissa ha battuto i suoi rivali mantenendosi al secondo posto. Non era scontato, invece, che la Reggina giocasse una partita convincente segnando addirittura quattro gol. Decisamente troppo tardi, ma almeno gli amaranto si consolano con un successo frutto di una prestazione ben al di sopra della media stagionale a cui i ragazzi di Torrisi avevano abituato. Superato così il Sambiase, con un le firme di Fofana, Mungo, Di Grazia e Ragusa che chiude i giochi della stagione regolare. Annata che resta fallimentare, ma che forse non può dirsi ancora del tutto archiviata.
TUTTO E SUBITO Andando oltre a fischi e clima freddo, la Reggina si prende la supremazia territoriale fin dalle prime battute di un primo tempo dove la storia è chiaramente a senso unico. Grande protagonista è Mungo che in dodici minuti va due volte al tiro sfiorando prima il palo (2’) e poi impegnando Giuliani (12’). In mezzo (10’) entra di prepotenza Fofana che spezza gli indugi con una gran botta dal limite dell’area e palla ad insaccarsi in rete. Il vantaggio non scalda l’ambiente, ma gli amaranto rinforzano il loro vigore aggredendo con ancora più veemenza sportiva il Sambiase. Al quarto d’ora Laaribi tenta il tiro a giro sfiorando il secondo palo, a preannunciare il raddoppio che arriva al 21’. Sempre Fofana va alla conclusione forte e tesa, ma stavolta Giuliani riesce – in un primo momento - ad opporsi. Sulla corta respinta del portiere si fionda, infatti, il già citato protagonista Mungo che da pochi passi spinge in porta. Venti munti, o giù di lì, per mettere in chiaro le cose e condurre il resto della prima frazione senza grosse difficoltà se non un rischioso fallo di Rosario Girasole al confine della propria area di rigore che, per inoperosità dei giallorossi, non crea problemi ai padroni di casa.
SPETTACOLO INATTESO Quando sembra tutto scritto è proprio lì che il calcio mette in mostra tutto il suo fascino. Storia scontata? No, imprevedibilità e si cambia. Rientrati dagli spogliatoi, gli amaranto perdono il vigore di inizio gara e sembrano trasmetterlo al Sambiase. Giallorossi che accorciano le distanze senza pensarci due volte da calcio d’angolo al minuto 8, quando in mischia la difesa amaranto si perde Kouame che è libero di coordinarsi e colpire in girata verso la porta. Dal già scritto al batti e ribatti di emozioni, nel pallone è un attimo. Gli ospiti non ne approfittano, lasciando nuovamente campo e spazio ai padroni di casa. Avendo apparentemente la vita facile, la Reggina colleziona qualche sortita verso la porta avversaria. La più pericolosa senza fortuna è firmata, guarda tu, da Mungo che sfiora la doppietta al 18’ coordinandosi in un rigore in movimento deviato in angolo da uno strepitoso Giuliani, autore di una gran parata in estensione. La più pericolosa con fortuna, invece, è una perla su punizione di Di Grazia. Al 27’ dal limite, il numero dieci trova l’angolo giusto sopra la barriera realizzando il tris amaranto che potrebbe tranquillamente chiudere la partita, invece la stappa del tutto. Passano quattro minuti il Sambiase avanza come quasi mai fatto prima di allora e trafigge una difesa amaranto statica con un colpo di testa di Ortolini da pochi passi. Tra fischi e cori sarcastici, la Reggina avrebbe potuto cedere il passo ai rientranti giallorossi, invece non si perde d’animo e due minuti dopo aver subito la rete si riversa in avanti e cala il poker. Quattro gol come non si erano praticamente mai visti in un campionato avaro proprio di gol realizzati. Ci pensa Ragusa, trovandosi bene con Salandria, e superando Giuliani con un tiro a giro rasoterra dal limite dell’area piccola. Adesso sì che la narrazione di una gara scoppiettante può dirsi conclusa.
RIMPIANTI E SPERANZE Il principale e, del resto, unico obiettivo di stagione è sfumato ufficialmente al termine dei 90’ odierni. Certo, la promozione diretta era utopica già da tempo e non è la sola aritmetica a cambiare più di tanto la sostanza. La Reggina ha fallito più e più volte in una stagione che ha deluso sotto tutti i punti di vista. Proprio il successo contro il Sambiase spiega alla perfezione il perché del grosso rammarico generale. La squadra amaranto aveva grandi potenzialità, ottimo talento e grandi qualità in grado di dominare l’intero girone I di Serie D. E invece, tutto il potenziale non è mai stato espresso con continuità tanto da buttare letteralmente via un campionato che oggi vince chi ha sbagliato meno e non chi ha staccato gli avversari. A meno che l’extra campo non ribalti totalmente la situazione, ma il campo ha già dato il suo verdetto: questa Reggina si merita il quarto anno consecutivo tra i dilettanti.
Il tabellino
REGGINA-SAMBIASE 4-2
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (16’ st. Desiato), R. Girasole, D. Girasole, Distratto (42’ st Macrì); Laaribi, Fofana (15’ st Salandria); Ragusa, Mungo, Di Grazia (29’ st Porcino), Ferraro (21’ st Guida). In panchina: Summa, Adejo, Edera, Palumbo. All. Torrisi.
Sambiase (4-3-3): Giuliani (36’ st. Cullice); Frasson, Pantano, Di Giovanni (45’ pt Colombatti), Cosmano; Kouame, Calabrò, Palermo (22’ st Neves); Costanzo (45’ pt Francisco), Ortolini, Furiato (27’ st Cataldi). In panchina: Strumbo, Sena, Cataldi, Leumegni, Naccarato. All. Lio.
Terna arbitrale | Arbitro: Adam Collier (Gallarate). Assistenti: Filippo Todaro (Finale Emilia), Matteo Lauri (Modena).
Marcatori: 10’ pt Fofana (R), 21’ pt Mungo (R), 8’ st Kouame (S), 27’ st Di Grazia (R), 31’ st Ortolini (S), 33’ st Ragusa (R).
Note | Rispettato un minuti di silenzio in memoria di Alex Zanardi. Spettatori: 4.355 di cui 357 ospiti. Ammoniti: R. Girasole (R). Calci d’angolo: 4-5. Recupero: 3’ pt, 4’ st.



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