
La parola “fallimentare” è stata già apposta con timbro indelebile sul fascicolo della Reggina dedicato alla stagione 2025-2026. Non saranno di certo dei playoff senza speranza a cambiare l'esito dell'annata, così come le vicende giudiziarie che rischiano seriamente di trasformarsi in un autogol tragicomico della società amaranto. Con questi presupposti, domani si gioca ospitando alle 16:00 l'Athletic Palermo in quella che in teoria sarebbe una semifinale playoff, ma tanto sembra un'amichevole di poco valore.
ELIMINATORIE INSENSATE Lo diciamo ormai da tre stagioni, esattamente da quando la Reggina è ripiombata nella devastazione chiamata Serie D. I playoff di questa categoria non hanno un reale senso sportivo, o almeno noi non siamo riusciti a trovarlo. Per andare in Serie C non basta vincerli, come sarebbe logico pensare. Bisogna sperare che qualche squadra della Lega Pro non si iscriva al campionato, così da guadagnarsi un ripescaggio. Ma non diretto, solo dopo una retrocessa in D e solo se si ha un coefficiente superiore rispetto ai vincitori playoff degli altri gironi. Un incastro non cervellotico, certo, ma sicuramente ai limiti dell'anima sportiva che il calcio dovrebbe avere e che invece sta perdendo sotto tanti punti di vista. Limitandoci alla Reggina, il campionato al ribasso chiuso con soli 66 punti e il terzo posto non aiuta per il discorso coefficiente, dove gli amaranto sarebbero indietro. All'orizzonte, poi, non si intravedono tutti questi fallimenti dalla Serie C che - comunque - non auguriamo a nessuno. Riassunto in poche parole? Definire Reggina-Athletic Palermo come un qualcosa più vicino ad un'amichevole che altro, non ci sembra poi così assurdo.
VERDETTI DI SOLO CAMPO Il Savoia, pur non dominando nemmeno lontanamente il girone I, ha meritato la promozione in Serie C. E sicuramente l'ha meritata molto più della Reggina, che vede peggiorare ulteriormente la propria posizione agli occhi del calcio italiano. Non solo perchè da tre stagioni risulta ormai una vecchia, vecchissima, nobile decaduta incapace di tirarsi fuori dal dilettantismo - e già sarebbe abbastanza solo questo - ma anche perchè si cerca di arrampicarsi sugli specchi rischiando di farsi male cadendo. Il ricorso del club amaranto in merito al caso Messina, che avrebbe dovuto ribaltare tutto e portare la Reggina in Serie C, è stato rigettato e dichiarato inammissibile dal tribunale federale della Figc come riportato in primis dall'Ansa in settimana. La partita non è ancora chiusa visto che l'udienza di merito - forse ultima utopica speranza amaranto - è stata fissata per il 12 maggio nella sede federale di Roma, ma è facile intuire come il probabile esito negativo della faccenda possa portare il club di Reggio ad una figuraccia mediatica non da poco. Era lecito provarci? Forse. Sarebbe stato più saggio evitarlo visto il pessimo rendimento sul campo? Qui il forse ci sta più stretto.
IL CAMPO PARLA Abbiamo capito come entrambe le questioni - playoff e regolarità del campionato - non hanno nulla a che vedere con l'essenza sportiva che questo sport chiamato calcio dovrebbe avere. Proviamoci a ritagliare uno spazio legato veramente e solamente al pallone, parlando di probabile formazione. Oltre ai lungodegenti Sartore e Pellicanò, risultano acciaccati e quindi indisponibili Barillà e Bevilacqua. Per il resto sono tutti disponibili, ma mister Torrisi ha lasciato in tribuna Chirico, Fanari e Lanzillotta. Il morale dei ragazzi è facilmente immaginabile: reduci dalla pesante contestazione di domenica scorsa e consapevoli che in palio non c'è molto, andrà difeso solo l'orgoglio e la maglia amaranto. Semplice puntare sulle certezze della stagione regolare, se così possiamo definirle, ma dare minutaggio a qualche giovane non sarebbe male in vista di un futuro migliore che prima o poi, a Reggio, arriverà.
La probabile formazione amaranto (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Laaribi, Fofana; Ragusa, Mungo, Di Grazia, Ferraro.


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