
Domenica il Città di Siderno si giocherà una sfida fondamentale per conquistare il salto in Promozione, al termine di una stagione intensa, ricca di sacrifici, difficoltà e grandi emozioni. Un percorso costruito passo dopo passo da società, staff tecnico e squadra, capace di riaccendere l’entusiasmo di un’intera comunità dopo anni complicati.
Abbiamo raccolto le parole del Direttore Generale Antonio Commisso alla vigilia della finalissima contro la Bovese, tra orgoglio per il cammino compiuto, riconoscenza verso chi ha contribuito a questo progetto e consapevolezza dell’importanza di un appuntamento che può segnare una pagina significativa per il calcio sidernese.
A inizio stagione immaginavi che la squadra potesse arrivare a giocarsi la Promozione in una finale così importante?
All’inizio il nostro obiettivo era lottare per fare meglio del quarto posto della scorsa stagione, che non ci ha permesso di disputare i playoff. Il cambio di girone a nostra insaputa, dal girone D al girone C, ci ha un po’ scombussolato perché non conoscevamo i valori del girone “catanzarese”, valori che si sono poi dimostrati elevati. Questo ci ha costretto a intervenire sul mercato a dicembre per raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati: la Promozione.
Qual è l’orgoglio più grande che provi guardando il percorso compiuto dalla tua società durante l’anno?
La più grande soddisfazione è stata quella di costruire una squadra composta, per la maggior parte, da ragazzi di Siderno. Abbiamo preferito valorizzare i tanti giovani del territorio, creando un mix tra ragazzi emergenti e giocatori di esperienza, cosa ormai quasi rara anche in Prima Categoria. Una strada più impervia e difficile, ma che ci riempie di gioia e orgoglio.
Dopo una stagione ricca di sacrifici, cosa rappresenta per te e per tutta Siderno questa partita?
Per come abbiamo affrontato la stagione e per le incredibili difficoltà incontrate — senza un campo da gioco e senza un campo di allenamento — bisogna riconoscere che abbiamo fatto un vero e proprio miracolo. Siamo stati costretti ad allenarci in un campo fuori paese, senza spogliatoi, e a giocare le gare ufficiali a Roccella. Questa partita rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto da squadra, staff, dirigenza e popolo biancazzurro, che meritano di stare in altre categorie.
La squadra ha saputo crescere notevolmente nel corso del campionato. Quali sono stati, secondo te, i fattori decisivi di questa crescita?
La squadra ha iniziato il campionato con alti e bassi. La svolta è arrivata con la sconfitta nel girone di ritorno contro il Roccella. Da quel momento il gruppo si è unito sempre di più e ha capito che la forza di una squadra si vede soprattutto nelle difficoltà. Il gruppo è diventato granitico e ha dimostrato sul campo di meritare il primato. Il campionato si è deciso negli ultimi minuti dell’ultima partita, quando tutto era ancora in bilico.
Quanto è stato importante il lavoro svolto da mister, staff tecnico e gruppo squadra nel raggiungere questo traguardo?
Fin dalla prima ora, con mister Fiorenza e successivamente con mister Cosimo Silvano, insieme a uno staff incredibile, è stato svolto un lavoro straordinario in condizioni di estrema difficoltà. Per questo desidero ringraziare con grande gratitudine tutti i componenti dello staff, con una particolare menzione per Enrico Etna, figura storica del calcio calabrese scomparsa prematuramente, e per il nostro storico magazziniere Enzo Fimognari, figura fondamentale per l’ambiente e per il grande contributo dato ai ragazzi e alla dirigenza.
La vittoria nella finale playoff sul campo del Real Montepaone ha dato ulteriore consapevolezza ai tuoi ragazzi?
La vittoria di Montepaone è stata una grande impresa sportiva, contro una squadra che aveva guidato il campionato per gran parte della stagione e su un campo dove nessuno era riuscito a vincere. La consapevolezza, però, c’era già, altrimenti non avremmo mai raggiunto questa finalissima.
Che atmosfera si respira in città in vista di questa sfida che può riportare il Siderno in Promozione?
Siderno, per tradizione, è abituata a questi palcoscenici, ma dopo dieci anni l’entusiasmo si è riacceso improvvisamente, con risvolti positivi per tutta la comunità sportiva sidernese. C’è grande consapevolezza del fatto che non sia stato ancora fatto nulla, ma anche della convinzione che Siderno meriti la Promozione e dovrà dimostrarlo domenica.
Cosa ti senti di dire ai tifosi che seguiranno la squadra dagli spalti per sostenerla?
Siderno è una comunità evoluta e saprà vivere questa giornata come una festa di sport, qualunque sia il risultato. Ai tifosi, tornati numerosi in queste ultime gare, voglio esprimere gratitudine e lasciare un messaggio: la squadra appartiene a chi la ama.
La Bovese ha dimostrato grande carattere nel corso della stagione e soprattutto durante i playoff. Che tipo di gara ti aspetti e quali sono, secondo te, i principali punti di forza della Bovese?
La Bovese ha dimostrato grande forza soprattutto nelle ultime gare di campionato. Siamo società amiche, composte da persone che si stimano reciprocamente. L’innesto di mister Silvio Frascà ha contribuito a migliorare la squadra sotto l’aspetto del gioco e della mentalità. Sarà sicuramente una bella partita e una grande giornata di sport. Ai ragazzi in campo il compito di onorare questo emozionante impegno.
Cosa significherebbe per il Città di Siderno e per l’intera comunità conquistare il salto in Promozione?
Questo obiettivo rappresenterebbe il risultato di un progetto nato nel 2022, che ha visto questa squadra scalare i campionati dalla Terza Categoria, conquistando sul campo ogni traguardo. Siderno è una comunità che deve riscoprire l’importanza del calcio. La speranza è quella di centrare questo obiettivo per i ragazzi, per i tifosi e per la città, nella speranza di riavere presto il nostro stadio.









