
Un vero e proprio capolavoro sportivo, nato da lontano e cresciuto grazie alla mano esperta e alla guida sapiente di mister Andrea Parentela. Arrivato sulla panchina aspromontana della Deliese nel dicembre della passata stagione, il tecnico è stato il vero valore aggiunto di un gruppo straordinario, capace di un rendimento impressionante e di un cammino esemplare su ogni fronte. Un percorso netto che ha brillato intensamente anche in Coppa Italia, dove solo la sfortunata finale disputata al “Luigi Razza” di Vibo Valentia contro la D.B. Città di Luzzi ha negato la gioia del trofeo, senza scalfirne la grandezza.
Quello della Deliese è stato un emozionante viaggio ricco di momenti chiave, che hanno tenuto il pubblico e l'intera comunità con il fiato sospeso settimana dopo settimana. Basti pensare che la compagine amaranto è rimasta imbattuta fino a febbraio, quando è arrivato il primo e inaspettato scivolone interno contro la Pro Pellaro. Una battuta d'arresto che non ha scalfito le certezze del gruppo, anche se il percorso verso la gloria ha dovuto superare diverse montagne russe emotive. Dopo il match point casalingo contro il Gioiosa, che sembrava aver messo la strada in discesa verso il traguardo, sono arrivati i due pareggi consecutivi a Bovalino e tra le mura amiche contro il Melito, seguiti successivamente dal pesante “disco rosso” di Chiaravalle alla ventiseiesima giornata.
Quei passaggi a vuoto hanno inevitabilmente riaperto i giochi, permettendo l'aggancio in vetta alla classifica da parte delle dirette concorrenti. Ma è proprio nelle difficoltà che si misura il carattere di una grande squadra: la Deliese non ha mai smesso di lottare, gettando il cuore oltre l'ostacolo e centrando vittorie di vitale importanza nelle battute finali del torneo, mantenendo i nervi saldi e la barra dritta verso l'obiettivo.
Dietro questa stagione trionfale non ci sono solo i novanta minuti domenicali, ma c’è soprattutto il lavoro silenzioso, certosino e lungimirante del direttore sportivo Antonio De Giorgio e del presidente Biagio Italiano. La dirigenza è stata capace di porre le basi per una sana programmazione societaria, improntata sulla solidità e sul senso di appartenenza dei tanti ragazzi del posto e dei paesi limitrofi.
Il perfetto mix tra l'identità locale e l'esperienza di categoria ha fatto la differenza. Gente del territorio come Licastro, Vincenzo e Giovanni Battista, Spanò, Foti, Borghetto, Papalia, Giorgiò, Versaci, Trentinella e Luverà, ha incarnato lo spirito e l'orgoglio del club. La loro determinazione, unita alla qualità e allo spessore di calciatori del calibro di Kebè, Angulo, Trentinella, Petricci, Sarantonelli e Guerrisi, ha trasformato la Deliese in una vera e propria macchina da guerra organizzativa e tattica.
L’approdo alla categoria superiore, culminato e sancito dallo spareggio conclusivo e vittorioso contro il Gioiosa, rappresenta il giusto e meritato coronamento di un progetto sportivo e sociale immenso, capace di unire un’intera comunità sotto la gloriosa bandiera amaranto.
Un'impresa che assume i contorni del mito se si considerano le enormi difficoltà logistiche affrontate durante l'anno. La Deliese ha infatti dovuto disputare l'intera stagione lontano da casa, trovando ospitalità a Palmi e giocando le gare interne praticamente sempre in trasferta. A questo si sono aggiunte le pesanti restrizioni sulla capienza del pubblico, che hanno spesso ridotto il numero di sostenitori al seguito, privando la squadra del pieno calore del proprio pubblico nei momenti più caldi. Nonostante l'assenza di un vero fattore campo e i sacrifici richiesti a tifosi e società, il gruppo è rimasto compatto, trasformando l'esilio forzato in un ulteriore stimolo per vincere.
Ora, con il pass per l'Eccellenza in tasca, la società è già proiettata al futuro. La programmazione per il nuovo e massimo campionato regionale è già partita e viaggia di pari passo con l'atteso restyling del proprio stadio comunale. Il ritorno a Delianuova in un impianto rinnovato e moderno non solo garantirà la stabilità della categoria, ma permetterà di consolidare il futuro del club, restituendo alla tifoseria amaranto la propria vera casa per continuare a scrivere altre gloriose pagine di storia del calcio calabrese.





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