
Dopo un’attesa protrattasi per ben 53 anni, l’Avola (avendo la meglio nella doppia finale contro gli agrigentini del Kamarat) ritorna in Serie D. Categoria che nel corso della sua storia, iniziata nel 1949, l’ha disputata per tre stagioni tutte concentrate nei primi anni ’70 ed esattamente nel triennio 1970-71, 1971-72 e 1972-73. Inserita nel girone I, nella prima stagione battagliò solo con squadre siciliane, nella seconda con diciassette squadre siciliane e una squadra calabrese (il Palmi) e nella terza e ultima stagione con quindici squadre siciliane e tre squadre calabresi (il Palmi, la Gioiese e il Nicastro).
Lo storico primo incrocio di sempre contro una squadra non appartenente alla terra di Sicilia andò in scena il 31 ottobre 1971 quando l’undici avolese fu di scena al Giuseppe Lopresti di Palmi e ad avere la meglio fu il Palmi di Ettore Recagni impostosi 2-0 con Fagà a segnare entrambe le reti. Sconfitta che avrebbe vendicato al Meno Di Pasquale di Avola quando in un pomeriggio freddo e disturbato da un vento teso si impose 2-1 con Gambuzza e Gavioli a portarla sul doppio vantaggio e con Marsella ad accorciare. Vittoria che unita ad altri ottimi risultati (lo 0-0 in casa del promosso Trapani seppe d’impresa) le permise di mantenere la categoria alla pari di quanto fatto la stagione precedente per poi salutarla al termine della stagione 1972-73 assieme al Nicastro e all’A,M.A.T. Palermo.
Come ben si sa il calcio è gioco di squadra e quando si vince il merito è sempre di tutti ma se si vuole dare un pizzico di merito in più a colui che per il ruolo che ricopre è il più in bilico tra tutti va dato sicuramente ad Attilio Sirigo, allenatore entrato di diritto nella storia del calcio avolese per aver riportato l’Avola ai confini del professionismo.
Foto di copertina da pagina facebook della società avolese


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