
Finalmente la svolta ufficiale e definitiva. Se sarà positiva o negativa spetta al tempo dirlo, intanto la Reggina ha un nuovo proprietario ed è un nome di quelli pesanti: Claudio Lotito. Il presidente della Lazio e senatore della Repubblica Italiana ha acquistato il club amaranto dal gruppo dell’ormai ex patron Nino Ballarino. Al romano il compito di riportare la squadra di Reggio Calabria in Serie C e in quel professionismo che manca ormai dal 2023 prima del secondo fallimento in otto anni.
La logorante telenovela che ha portato all’ufficialità - arrivata nella serata di venerdì 26 giugno - si chiude con ciò che sembrava ormai scontato da tempo. Eppure, ci sono state settimane in cui la Reggina stava per trasferirsi metaforicamente oltre oceano. Quella cordata americana con Matt Rizzetta era scenario pronto a trasformarsi in realtà ma, evidentemente, la proprietà Ballarino ha indirizzato il destino verso altre mete. A Roma, precisamente, là dove Lotito è in continua contestazione con i tifosi della Lazio, là dove è senatore di Forza Italia, là dove si fa l'amaranto. Legami e ambizioni politiche con il sindaco di Reggio Francesco Cannizzaro di facile lettura, ma poco importa a noi che solo di calcio vogliamo parlare. Segnaliamo soltanto che il primo cittadino è stato definito “trait d'union delle parti coinvolte” dal comunicato della Reggina in cui annunciava il cambio di proprietà. Una nota stampa che ha reso inizialmente inaccessibile il sito degli amaranto causa le innumerevoli visite in contemporanea. Un clamoroso afflusso non retto dai sistemi informatici, che ci permette di capire quanto la notizia portasse con sé un'attesa spasmodica.
Adesso che il passaggio di consegne è avvenuto, solo una domanda regna sovrana, ovvero: qual'è il progetto di Lotito? Per adesso abbiamo solo una “volontà di garantire al club amaranto continuità e nuove prospettive di crescita, nel rispetto della storia della Reggina e della passione per questo sport della gente di Reggio Calabria”, sempre da comunicato stampa. Al momento - dunque - possiamo solo immaginarli i piani, prima che una conferenza stampa ne delinei i punti chiave. Sappiamo per certo che un imprenditore non può essere proprietario di due squadre professionistiche in Italia. La famosa multiproprietà ben delineata da specifica norma federale e che fa già storcere il naso a chi vorrebbe delle prospettive durature e concrete per la Reggina. Basterà una promozione in Serie C con successiva immediata vendita a far contenti tutti? A prescindere dalla risposta, questo tipo di sguardo al futuro non è esattamente il massimo. Può anche esserci una strategia che porti, nel tempo, a cedere la maggioranza a chi - attualmente - entrerà nella società amaranto con quote di minoranza, anche se la presenza di eventuali altri soci non è stata chiarita, considerano che la nota stampa parla solo di “cessione della Reggina a una società facente riferimento al Gruppo del Presidente Claudio Lotito.” O, chi lo sa, Lotito venderà la Lazio innescando la festa dei tifosi biancocelesti. Inutile stare a fantasticare su strade percorribili. Se c'è una via che deve intraprendere il nuovo corso a Reggio è quella della vittoria netta e convincente sul campo: serve costruire una squadra di Serie C che domini la D e si prenda senza indugi il professionismo. Facile a dirsi, difficile a farsi, ma questa è la situazione. Un ennesimo fallimento sportivo, rappresentato da un'altra stagione tra i dilettanti, metterebbe Lotito in posizioni scomode. Vien da sè ipotizzare, quindi, che il senatore romano voglia investire molto e dare il massimo per regalare alla Reggina quello che un tempo era della Reggina: una realtà solida in ben più alte categorie. I tifosi lo sperano e in un certo senso lo pretendono, ma alla fine sarà sempre il campo a parlare e nessun altro. Questo sì che è il bello del calcio.


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