
Riceviamo e pubblichiamo
In merito al recente comunicato ufficiale diramato dalla U.S. Palmese, ritengo doveroso intervenire per ristabilire la verità dei fatti, a tutela della mia professionalità e del rispetto dovuto alla piazza di Palmi.
La nota della società non smentisce il sottoscritto, ma tenta evidentemente di correggere il tiro rispetto a quanto ammesso pubblicamente dal presidente Sergi. È stato lo stesso massimo dirigente, in conferenza stampa, ad affermare esplicitamente che la sostituzione dell’allenatore è stata determinata dalle richieste dei partner commerciali. Un dietrofront istituzionale che solleva seri interrogativi sulla governance del club.
La reality dei fatti è nota a tutti: la dirigenza ha già ratificato un accordo, alle mie spalle, con un nuovo tecnico il cui nome rappresenta ormai il segreto di Pulcinella.
La gravità della situazione non risiede nella scelta – legittima nel calcio – di cambiare guida tecnica, bensì nelle modalità: è inaccettabile che una società si trovi a dover smentire o "correggere" il proprio presidente su indicazioni di sponsor che, peraltro, non hanno ancora versato i contributi pattuiti, ma avanzano già pretese sulle scelte tecniche.
I veri nodi da sciogliere non riguardano il destino personale di Dal Torrione, ma l'autonomia e l'identità stessa del club. La città e la tifoseria meritano risposte chiare su due interrogativi fondamentali:
Il reale potere decisionale: Qual è l'effettiva autonomia gestionale dell'attuale dirigenza della Palmese?
L'identità del club: Palmi rischia seriamente di diventare una succursale calcistica della Vigor Lamezia?
La storia e il blasone della Palmese impongono rispetto, trasparenza e una guida indipendente. Il calcio deve essere fatto sui campi di gioco e nelle sedi competenti, non condizionato da dinamiche esterne che minano la credibilità del progetto sportivo.
Mario Dal Torrione









