
Prendete una polaroid e scattate la prima istantanea di Claudio Lotito da proprietario della Reggina. In foto vi ritroverete una tribuna dello stadio Granillo gremita con una presenza di pubblico davvero notevole, probabilmente ben oltre il migliaio di persone. Un segno lampante che la piazza sogna, la piazza freme per assaporare momenti di grande calcio. Non sarà di certo una conferenza stampa a far tornare i tempi belli, ma un primo ideale mattoncino per partire quantomeno con il piede giusto è stato posato in un 20 luglio 2026 entrato nella storia del club. È questa l'atmosfera vissuta per l'evento inaugurale della nuova era amaranto.
Arrivato a braccetto con Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio fondamentale per il passaggio di proprietà, Lotito si è goduto applausi a scena aperta, cori da “grazie presidente” e un sottofondo da leggenda con l'inno della Reggina. Tutto questo ancora prima di aprire bocca. Ci sembra quantomeno frettolosa e prematura come accoglienza ma, si sa, il popolo passionale di Reggio non conosce mezze misure. Passi anche la piccola cerimonia con la consegna a Lotito di una sciarpa amaranto cara al primo cittadino e un fuori programma fatto di dolci, spumante e torta portati al tavolo della conferenza da parte di un tifoso. Insomma, clima da grande festa che ha fatto esclamare a Cannizzaro: “Questa è Reggio Calabria!”.
Altre frasi ad effetto ne sono arrivate, un pò come quel “tu sei fot***o di testa” detto da Lotito a Cannizzaro nel primo approccio tra i due in tema amaranto. E un pò come le tante massime che il senatore ha dispensato qua e là. Ci sono piaciute decisamente di più altre parole e dichiarazioni. Come, ad esempio, l'annuncio di Giancarlo Romairone come direttore sportivo già al lavoro per costruire la prima squadra. Ancora qualche giorno di pazienza per ufficializzare l'allenatore che, con ogni probabilità, sarà Marco Marchionni. Altri tasselli del mosaico riguardano l’assenza della figura del presidente, visto che a capo di tutto ci sarà un amministratore delegato con pieni poteri che - nel prossimo futuro - potrebbe anche essere Enrico Lotito, figlio di Claudio attualmente impegnato con le giovanili e la femminile della Lazio. Da segnalare, poi, una grande bella mossa. Prima di arrivare al Granillo, il senatore ha fatto tappa al Sant'Agata dove ha avuto modo di confermare alcuni profili del vecchio organigramma perché “si sono adoperati per mantenere in vita la società”, come lo stesso Lotito ha sottolineato.
Veniamo al sodo, veniamo soprattutto a ciò che ci interessava di più. Come si gestirà la multiproprietà? Ci intriga maggiormente, infatti, la visione a lungo termine di una Reggina che da troppi anni si è soffermata solo sull'attualità senza costruire nulla di duraturo. Oltre a sottolineare “la volontà di creare soluzioni per il futuro, con una base solida non solo per il campionato attuale, affinché si possano creare le condizioni per crescere anche nel calcio professionistico,” Lotito ha spostato sul campo della politica sportiva il discorso multiproprietà. Dalle parole del proprietario amaranto filtra, infatti, la volontà di provare a cambiare lo scenario in cui la Figc negherebbe la doppia proprietà di Lazio e Reggina, una volta che gli amaranto ritornerebbero nel professionismo. Di fatto, Lotito contrappone la sua idea virtuosa di multiproprietà con il recente fenomeno delle seconde squadre che - bisogna dirlo - non stanno portando benefici ad un calcio italiano in completa decadenza. Le parole del patron sono davvero sagge: “Avere una doppia squadra non risolve problemi. Se oggi fossi venuto con una Lazio 2 a Reggio non sarebbe interessato a nessuno. La doppia proprietà, invece, tutela tre elementi: la valorizzazione dei giocatori, la salvaguardia del territorio senza mortificarlo e tutela anche il lato economico. La doppia squadra è una follia. In Lega Calcio ho già dato l'indirizzo di ripristinare le doppie proprietà. È un tema di politica sportiva. Una serie di territori importanti stanno scomparendo nel calcio perché non c'è chi mette i soldi. Se ripristiniamo la sinergia sportiva, economica e sociale riportiamo il calcio a com'era fiorente una volta anche al Sud. Togliere le multiproprietà è una visione miope. Bisogna tutelare il calcio nelle località che hanno avuto una storia e ora non esistono più.” Solo queste parole, francamente, valgono il prezzo del biglietto. Lotito farà una squadra da vertice quest'anno e proverà, nel mentre, a portare avanti in Lega il suo concetto di multiproprietà. Tutto molto chiaro e, per certi versi, altamente condivisibile. Ma le domande non sono finite. Vien da chiedersi, infatti, se sarà più facile riportare la Reggina in Serie C o cambiare le decisioni federali. Chi vivrà, vedrà. L'era Lotito, questo è certo, farà parlare di sè.














