
Alla vigilia della sfida di Coppa Italia contro il Pizzo e a una settimana dall’esordio in campionato, che vedrà la Virtus Rosarno di Graziano Nocera impegnata in trasferta sul campo del ReggioRavagnese, abbiamo incontrato Lucas Esperon, che torna a vestire quest’anno la maglia della squadra pianigiana.
Ci sono ritorni che hanno il sapore di una scelta professionale e altri che, invece, raccontano un legame che va ben oltre il calcio. Quello di Lucas Esperon alla Virtus Rosarno appartiene sicuramente alla seconda categoria. L’argentino ha scelto nuovamente la piazza calabrese dopo le esperienze vissute in precedenza, ritrovando una società che oggi descrive come la propria «seconda casa» e un ambiente nel quale sente di essere profondamente apprezzato.
A convincerlo a tornare è stato anche il progetto illustratogli dal presidente Primerano durante un incontro avvenuto lo scorso inverno a Milano. «È venuto a trovarmi a Milano e mi ha raccontato il progetto per quest’anno – spiega Esperon – ed è stato questo uno dei motivi che mi ha spinto a ritornare a Rosarno».
Una decisione maturata anche sulla base di un rapporto ormai consolidato con la città e con la gente. «Per me oggi la Virtus Rosarno rappresenta la mia seconda casa. Mi sento ben voluto dai tifosi e dalla gente di Rosarno in generale. Ho creato tanti buoni rapporti con persone che mi hanno aiutato dal primo giorno in cui sono arrivato in Calabria, quattro anni fa».
Una Virtus più organizzata
Il centrocampista argentino ha ritrovato una realtà profondamente cambiata rispetto al passato. Una società che, secondo Esperon, ha fatto importanti passi avanti soprattutto sotto il profilo organizzativo e della compattezza dirigenziale.
«Ho ritrovato una Virtus molto più organizzata. Ho visto da parte dei dirigenti un gruppo unito e penso che questo sia fondamentale per avere grandi ambizioni in futuro».
Alla base delle ambizioni della società c'è anche la scelta di affidarsi a Graziano Nocera, tecnico che Esperon considera perfettamente adatto al progetto rosarnese.
«Graziano è una persona molto preparata, che si aggiorna sempre. Oggi il calcio è cambiato molto rispetto a qualche anno fa e bisogna continuare a studiare. Lui è uno che lo fa. Penso che sia il mister che si sposa perfettamente con Rosarno, perché è una persona che vuole vincere e vuole una squadra protagonista sia in Coppa che in campionato».
Dall'Argentina alla Calabria
Il percorso di Esperon racconta anche una storia di integrazione. Arrivato dall'Argentina, ha costruito gran parte della propria esperienza calcistica in Italia, trovando in Calabria un ambiente nel quale riuscire ad ambientarsi non è stato particolarmente complicato.
«A me personalmente non è stato difficile ambientarmi in Calabria, perché ho avuto la fortuna di trovare famiglie che mi hanno reso tutto più facile, come la famiglia Primerano e la famiglia Velletri».
Una familiarità che nasce anche dalle tante similitudini tra Calabria e Argentina. «La Calabria è molto simile all'Argentina. Anzi, posso dire che tante parole del dialetto sono uguali a quelle argentine. Siamo molto simili».
Il legame con Lautaro Martínez
Nel percorso personale di Esperon c'è poi un legame speciale con Lautaro Martínez, oggi una delle stelle del calcio mondiale. Un rapporto nato quando entrambi erano molto giovani e cresciuto nel tempo, diventando qualcosa di particolarmente importante nella vita dell'argentino della Virtus.
«Per me il legame con Lautaro è molto importante. Da quando siamo piccoli siamo cresciuti insieme e per me è stato sempre un punto di riferimento nella mia vita».
Esperon racconta soprattutto l'uomo dietro il campione: «È sempre stata la stessa persona con cui sono cresciuto: umile, generoso, sempre disponibile, molto familiare e con i piedi per terra».
Parole che restituiscono l'immagine di un rapporto che va oltre la notorietà raggiunta dal capitano dell'Inter e della Nazionale argentina.
«Vogliamo essere protagonisti»
Il ritorno a Rosarno porta con sé ambizioni importanti. Esperon non nasconde gli obiettivi personali e collettivi, indicando chiaramente la strada che la Virtus vuole percorrere.
«Le ambizioni a Rosarno sono sempre quelle di fare un campionato da protagonista, perché è una piazza importante, dove si respira calcio da sempre».
Sul piano personale, invece, l'obiettivo è dare tutto per la squadra: «Mi piacerebbe fare una stagione nella quale posso dare il mio massimo per aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi di gruppo».
E gli obiettivi sono già ben delineati: «Li rinnovo ogni anno. Quest'anno ne ho due: la Coppa e il campionato».
Il calore del Giovanni Paolo II
A rendere ancora più speciale il ritorno c'è il rapporto con il pubblico rosarnese, che Esperon considera una componente fondamentale del progetto. Un affetto dimostrato anche nelle prime uscite stagionali.
«Per me è fondamentale sentire i tifosi di Rosarno, perché sono sempre con noi. Domenica potevano essere al mare con la famiglia, invece erano a Maida, sotto i 38 gradi e al sole, per dare la spinta a noi. Bisogna solo ringraziare di avere il loro supporto ogni domenica».
Infine, una promessa per chi continuerà a seguire la Virtus dagli spalti: «Sicuramente mi sento di promettere ai tifosi che noi in campo lotteremo e lasceremo tutto per questa maglia, perché è una maglia che ha una storia dietro e bisogna indossarla con molto orgoglio e rispetto».
Una promessa semplice, ma che racchiude perfettamente lo spirito con cui Lucas Esperon ha scelto di tornare. Rosarno è nuovamente casa sua e, con una stagione da protagonista nel mirino, l'argentino vuole contribuire a scrivere un'altra pagina della storia della squadra pianigiana.








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