
L’avvio è subito in salita: Soriano Fabrizia e Rossanese nelle prime due giornate, poi un cammino fitto di insidie.
Ma a Delianuova la parola d’ordine sarà una sola: rispetto per tutti, paura di nessuno.
Il ritorno in Eccellenza sarebbe una notizia capace di racchiudere emozioni, ricordi e aspettative, adesso che il calendario ha dato un ordine alle trenta tappe della stagione, il tempo delle celebrazioni deve necessariamente lasciare spazio a quello del campo.
E il calendario, almeno sulla carta, non sembra intenzionato a concedere agli amaranto un periodo di ambientamento.
La Deliese ritroverà la massima categoria regionale partendo subito dalla salita. Anzi, da una salita particolarmente ripida.
Il debutto, domenica 13 settembre, sarà in trasferta contro il Soriano Fabrizia, formazione navigata, abituata ormai da anni all’Eccellenza e quindi perfettamente consapevole di ciò che questa categoria richiede. Sette giorni più tardi, il 20 settembre, arriverà a Delianuova la Rossanese, indicata come la favorita per la vittoria finale. E basta questo per definire la partita.
Due partite che, oltre alla difficoltà complessiva degli avversari, proporranno un esame particolarmente significativo alla retroguardia amaranto. Dall'altra parte ci saranno infatti due attaccanti di grande spessore come Fioretti, nel Soriano Fabrizia, e Leirosa, nella Rossanese; due bomber che rappresenteranno un banco di prova formidabile per misurare immediatamente tenuta, attenzione e capacità di adattamento della difesa deliese al nuovo campionato.
E proprio Deliese-Rossanese porta con sé un'altra speranza, che va oltre il risultato sportivo: poter finalmente vedere il Comunale con il proprio pubblico sugli spalti. Sono in corso i lavori necessari al completamento dell'iter per l'agibilità delle tribune e l'auspicio è che il ritorno in Eccellenza possa essere accompagnato anche dal ritorno pieno della gente amaranto accanto alla propria squadra.
Da Sersale alla Palmese: non c'è tempo per respirare
Superato il doppio impatto iniziale, il calendario non diventa certamente più morbido.
Alla terza giornata, il 27 settembre, la Deliese sarà nuovamente in trasferta, questa volta a Sersale. I giallorossi sono matricola al pari degli amaranto, si tratta di una società che conserva esperienze recenti nella massima categoria calabrese e che quindi conosce bene ambiente e difficoltà dell'Eccellenza.
Poi, il 4 ottobre, al Comunale arriverà la Palmese. E basta il nome per raccontare una storia calcistica importante. Una società che ha conosciuto palcoscenici superiori e che vuole rinverdire i propri fasti, costruendo una stagione che possa consentirle di farsi trovare pronta qualora si creassero le condizioni giuste.
Una settimana dopo, l’11 ottobre, sarà invece la Deliese a viaggiare verso Cosenza per affrontare la PLM Morrone, altra matricola soltanto per definizione. Una formazione ben allenata, affidata a un tecnico esperto e costruita con l'ambizione di potersi ritagliare il ruolo di sorpresa del torneo.
Il calendario certifica questa sequenza senza soluzione di continuità: Sersale fuori, Palmese in casa, Morrone fuori e quindi Paolana a Delianuova.
E proprio la Paolana, attesa il 18 ottobre, merita un discorso per certi versi simile a quello della Palmese: storia, tradizione e voglia di tornare a recitare un ruolo importante. E poi la compagine della città del Santo può contare su un team tecnico di provata esperienza.
Sette giorni dopo, il 25 ottobre, trasferta contro l'ADMO PRO PELLARO. La realtà reggina, rafforzata dal percorso che ha portato alla fusione tra ADMO Bocale e Pro Pellaro, potrebbe trovarsi davanti alla stagione della svolta. Un altro ostacolo da affrontare con estrema attenzione.
Quel piccolo “campionato nel campionato”
Novembre offrirà poi qualcosa di particolare.
Il 1° novembre arriverà a Delianuova il San Nicola Chiaravalle e, appena sette giorni più tardi l’ 8 novembre, sempre davanti al pubblico di casa, sarà la volta del Gioiosa Jonica.
Due partite consecutive casalinghe e una sorta di piccolo torneo tra matricole.
Soprattutto, un revival della passata stagione di Promozione, quando Deliese, San Nicola Chiaravalle e Gioiosa Jonica si sono già incrociate in battaglie sportive difficili, equilibrate, spesso decise sul filo di lana. Ritrovarsi un piano più in alto avrà un sapore particolare, ma sarebbe un errore pensare che la comune condizione di neopromosse renda quelle partite più semplici.
Probabilmente sarà vero il contrario.
Il 15 novembre si andrà poi a Rosarno per affrontare la Virtus Rosarno, formazione motivata, intensa, che fa dell'agonismo una delle proprie caratteristiche più riconoscibili e con un mister che può dall’altro della sua esperienza essere l’ago della bilancia per far fare alla squadra pianigiana un campionato di livello elevato.
Bisognerà abbordare l'Isola. Poi attenzione al Brancaleone...
Il 22 novembre arriverà a Delianuova l'Isola Capo Rizzuto.
E allora, calcisticamente parlando, bisognerà prepararsi ad “abbordare” l'Isola. Ma per riuscirci serviranno pazienza, attenzione e soprattutto la capacità di leggere in anticipo ciò che accade sul terreno di gioco.
E allora, almeno metaforicamente, si potrà provare a scrutare l'Isola dall'alto, osservandone i movimenti, individuandone in anticipo le possibili rotte d'attacco e preparandosi a controllarne ogni incursione. Non cannocchiali puntati verso il mare, dunque, ma occhi ben aperti sul rettangolo verde perché l'unico abbordaggio che conterà sarà quello calcistico, fatto di marcature, raddoppi, ripartenze e capacità di occupare gli spazi.
Un piccolo gioco di immagini per una partita che, invece, avrà bisogno di grande concretezza. L'Isola Capo Rizzuto arriverà al Comunale il 22 novembre e soltanto dopo aver provato a respingerne gli “assalti” la Deliese potrà prepararsi, sette giorni più tardi, a un'altra trasferta dal nome particolarmente evocativo: quella di Brancaleone.
Il calendario colloca infatti le due gare consecutivamente, rispettivamente il 22 e il 29 novembre.
E qui la tentazione cinematografica diventa inevitabile.
Perché il Brancaleone che attenderà la Deliese non sarà certo la celeberrima Armata Brancaleone di Mario Monicelli, capolavoro della commedia italiana del 1966 con Vittorio Gassman.
Niente cavalieri sgangherati, dunque, né improbabili conquiste medievali. Sul terreno di gioco ci sarà una squadra vera, organizzata e da prendere tremendamente sul serio.
Perché in Eccellenza, a differenza del cinema, una disattenzione difficilmente fa sorridere.
Un dicembre da attraversare tutto d'un fiato
Se l'inizio appare complicato, il finale del girone d'andata non sarà certamente più accomodante.
Il 6 dicembre arriverà a Delianuova il Trebisacce, reduce da una splendida stagione che lo ha portato sino agli spareggi nazionali per l'accesso alla Serie D. Una squadra che conosce ormai la propria forza e che proverà a ripartire da quanto costruito per scrivere un finale che possa essere gioioso.
Il 13 dicembre, invece, trasferta contro la D.B. Rossoblù Città di Luzzi, altra formazione accreditata tra le candidate alla vittoria finale.
E qui, inevitabilmente, riaffiorerà anche qualche ricordo.
Perché D.B. Rossoblù-Deliese non potrà essere una partita esattamente come tutte le altre. Sarà il primo incrocio di campionato dopo quella finale regionale di Coppa Italia Dilettanti della scorsa stagione che ha visto le due formazioni contendersi il trofeo al “Luigi Razza” di Vibo Valentia.
Non sarà una rivincita nel senso più esasperato del termine, perché una finale resta una finale e nessuna partita successiva può riscriverne il risultato. Ma sarà certamente una prima occasione per ritrovarsi di fronte, questa volta nel lungo viaggio del campionato, portandosi dietro il ricordo di quella giornata.
Per la Deliese, così come per la D. B. Rossoblù, quella finale rappresentò un passaggio storico: la prima disputata dai club nella Coppa Italia Dilettanti Calabria. La sconfitta di misura lasciò l'amarezza del risultato, ma anche la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo che fino a quel momento mancava nella storia amaranto.
A Luzzi, dunque, non ci sarà una coppa da sollevare al termine dei novanta minuti. Ci saranno tre punti, che in un campionato difficile possono pesare moltissimo. Ma nella memoria dei protagonisti e dei tifosi sarà inevitabile riavvolgere per qualche istante il nastro fino a Vibo Valentia.
Una sorta di prima rivincita sportiva, se così la si vuole chiamare, purché al termine “rivincita” venga attribuito il suo significato più bello: quello di una nuova possibilità di confrontarsi sul campo con un avversario che ha condiviso un momento importante della propria storia.
E, come allora, serviranno testa, carattere e capacità di restare dentro la partita.
E, come se non bastasse, il sipario sull'andata calerà il 20 dicembre al Comunale di Delianuova contro il Reggio Ravagnese, formazione che punta a inserirsi tra le sorprese e le protagoniste del torneo.
Tre partite per chiudere il 2026 e, soprattutto, tre esami che potrebbero dire molto sul percorso compiuto dalla neopromossa amaranto.
Difficile all'inizio, difficile alla fine
La sensazione, osservando complessivamente il calendario, è abbastanza chiara: la Deliese dovrà imparare in fretta.
Non ci sarà una lunga fase di assestamento.
Soriano Fabrizia e Rossanese, subito. Poi Sersale, Palmese, Morrone, Paolana e ADMO Pro Pellaro. Quindi il confronto ravvicinato con le altre matricole, prima di entrare in un tratto finale nel quale il livello di difficoltà tornerà ad alzarsi sensibilmente.
Ma l'Eccellenza è esattamente questo.
Dopo vent'anni la Deliese ha conquistato sul campo il diritto di tornare a confrontarsi con società blasonate, piazze importanti, squadre costruite per vincere e realtà abituate alla categoria. Avere rispetto dell'avversario sarà indispensabile; averne paura, invece, non servirebbe a nulla.
Gli amaranto dovranno essere concreti, concentrati, capaci di comprendere che in questa categoria ogni errore può essere pagato e ogni punto conquistato può diventare prezioso. Senza timori reverenziali e senza voli pindarici.
Il campionato dirà strada facendo quale potrà essere il ruolo della Deliese.
E dirà anche che volto avrà il girone di ritorno. Perché ciò che oggi appare lontano dipenderà inevitabilmente da quanto sarà stato seminato nei primi quindici incontri.
Il calendario, da gennaio, invertirà campi.
Duro o dolce? Lo si scoprirà allora.
Molto dipenderà da quello che la Deliese sarà riuscita a costruire durante l'andata: punti, convinzione, identità, esperienza e consapevolezza dei propri mezzi.
Per adesso c'è una certezza: dopo vent'anni la Deliese è di nuovo lì.
Non vuole essere spettatrice e guardare i nomi e la storia degli altri; vuole giocarsi, domenica dopo domenica, il proprio campionato.



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