
Le partite che Sandro Mazzola giocò con addosso i colori neroazzurri che non tradì mai (colori assurti a leggenda con la “Grande Inter” di Helenio Herrera) sono state tantissime (per l’esattezza 565) ma ve ne fu una (di un’importanza capitale per una terra che aveva appena conosciuto la Serie A) risalente ai primi anni ’70 (esattamente al 17 ottobre del 1971) quando “il baffo” scese per la prima volta in campo in terra calabrese con la sua Inter (la seconda in assoluto dopo esserci stato qualche anno prima con la nazionale) per affrontare il Catanzaro con a capo il “presidentissimo” Nicola Ceravolo che, una settimana dopo il ko con la Juventus al Comunale, proprio quel giorno battezzò la sua prima in Serie A tra le mura di casa. Catanzaro di Seghedoni che si schierò con: Pozzani, Zuccheri, D’Angiulli, Benedetto, Silipo, Busatta, Gori, Banelli, Spelta, Franzon, Braca. Inter di Invernizzi che rispose con: Vieri, Oriali, Facchetti, Bedin, Giubertoni, Burgnich, Jair, Bertini, Boninsegna, Mazzola, Corso. A dirigere la partita (giocatasi di fronte a un pubblico straripante andato ben oltre la capienza massima dello stadio Militare di Catanzaro) fu designato l’esperto arbitro internazionale Fabio Monti di Ancona che al triplice fischio finale la mandò in archivio col successo dei neroazzurri campioni d’Italia in carica anche se, per aver ragione delle aquile, l’undici capitanato da un Mazzola che giocò da veterano dovette attendere il secondo tempo con Bedin (esterno destro su corta respinta di un difensore) e Facchetti (abile nel ribadire il cuoio in rete dopo un calcio di punizione) a firmare lo 0-2. Nel ritorno a San Siro a vincere fu sempre l’Inter ma col minimo scarto e a siglare la rete che mandò in archivio l’1-0 fu proprio Mazzola. La prima stagione in Serie A del Catanzaro (nonostante l’incredibile 1-0 alla Juventus futura campione d’Italia firmato Mammì) finì con l’ultimo posto e con la conseguente retrocessione e per ritornare a rivederla (in quella che fu la seconda delle sette stagioni in Serie A, l’ultima nel 1982-83) dovette attendere il 1976-77. Stagione che coincise con l’addio al calcio a quasi 35 anni di Mazzola.
Dice di lui (oggi) Fausto Silipo, ex difensore di quel Catanzaro (ci giocò dal 1967 al 1977 affrontando Mazzola in cinque occasioni) che smesso di giocare intraprese la carriera di allenatore maturando le primissime esperienze nel campionato Interregionale prima con il Castrovillari poi con la Palmese (con i neroverdi chiuse nei piani alti) e negli anni a venire avrebbe guidato lo stesso Catanzaro… “… Mazzola era un giocatore, straordinario. Velocissimo con quel dribbling secco, una tecnica pulita, una rapidità di pensiero impressionante e una capacità incredibile di capire prima degli altri dove sarebbe arrivato il pallone. Era uno di quei giocatori che, quando lo avevi di fronte, sentivi immediatamente che apparteneva a un’altra categoria…”.


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