
Il 28 settembre 2026 sarà per sempre un giorno da ricordare nella storia dello Stretto di Messina. Il giovane nuotatore Antonio Bavastrelli ha realizzato il nuovo record di attraversamento a nuoto dalla Sicilia alla Calabria. L'incredibile tempo di 27 minuti, 52 secondi e 40 centesimi è stato realizzato durante una delle numerose Traversate dello Stretto Amatoriali, chiuse proprio oggi con l'impresa epica del giovane atleta messinese tesserato con la società SSD UniMe dell'università di Messina.
Puntando a spingere oltre il proprio limite, Bavastrelli - nuotatore agonista tra fondo e piscina - è partito forte da Torre Faro in Sicilia, giungendo sulle coste di Villa San Giovanni per poco più di 3 chilometri di pura adrenalina e un talento cristallino. Alle spalle, il messinese vanta partecipazioni ai Campionati Italiani e alla Traversata dello Stretto in ultima nel 2020, poi non più ripetuta - finora - solo per la concomitanza di altri impegni in calendario. Lui lo Stretto l'ha affrontato con sorriso e abilità, raggiungendo un record clamoroso grazie all'esuberanza di una giovinezza piena di gioia, ma anche con la consapevolezza e l'amore per il territorio che gli permette già di percepire il valore storico della sua impresa. Classe 2005, l'energico ventunenne potrà per sempre fregiarsi di aver scritto una pagina indelebile di storia dello Stretto di Messina. La sua impresa ha superato quanto fatto il 3 settembre 2015, quando il 15enne siciliano Antonio Fazio aveva realizzato il tempo di 30 minuti e 6 secondi, battendo di 40 secondi la precedente miglior prestazione datata 1975 con protagonista Giovanni Fiannacca. Adesso l'asticella è posta ancor più in alto, dopo 11 anni di imbattibilità del precedente record.
Una nuotata costante quella di Bavastrelli, sapientemente studiata e preparata alla vigilia tramite gli allenamenti dei tecnici Diego Santoro, Davide Sportaro, Mattia Faliero e Federico Di Pietro. Fondamentali, poi, sono stati i consigli dell'organizzazione della Traversata dello Stretto Amatoriale, con i vari Mimmo Pellegrino, Bruno Pecora, Alfredo Laganà e Giuseppe Gangemi, abili a mettere il nuotatore a proprio agio creandogli le migliori condizioni per pensare solo a dare il massimo in acqua. La nuotata è stata interamente seguita e certificata dai cronometristi ufficiali della FICr della sezione Reggio Calabria con la presenza del presidente Michele Romeo, Giuseppe Nosdeo e Angelo Giuffrè. Il rilevamento del tempo è stato eseguito secondo le regole federali ufficiali. I due barcaioli assegnati dall'organizzazione della Traversata amatoriale sono stati Giuseppe Campolo e Tonino Caminiti, con l'ulteriore presenza dell'imbarcazione della Lega Navale Italiana sezione Villa San Giovanni.
PAROLE DA MITO Noi di RC Sport abbiamo raggiunto Antonio Bavastrelli una volta terminata la fantastica nuotata. Visibilmente contento e soddisfatto, l’atleta messinese ha sottolineato come si tratti di: “Emozione unica già solo attraversare lo Stretto. Oggi contava spingere, liberare la mente e far andare solo cuore e braccia. Penso sia il giorno più bello della mia vita.”
Apparentemente, una delle difficoltà in sfide del genere può essere rappresentato dal dover lottare non contro degli avversari ma contro il tempo. Da solo a battere un numero, problema non rilevante per Bavastrelli: “Con la mia mente - ci spiega - sono preparato a varie situazioni in acqua, spesso mi capita di allenarmi da solo e sono sempre stato una persona sul pezzo. Mi concentro avendo un micro obiettivo personale alla volta durante la nuotata. In base a delle previsioni sulle condizioni meteo-marine ho cercato di tenere qualcosa per la fine. Così ho fatto ed è stato ottimo. Nell’ultimo tratto ho faticato leggermente, però in queste distanze mi trovo bene. A mare ho nuotato poco nell’ultimo periodo, ma in occasioni come queste è ‘o tutto o niente’. Ho avuto delle difficoltà con le onde, perché avendo una nuotata molto pulita mi scompongo, ma ho cercato di non pensarci e di andare veramente forte.”
Un trionfo che per Bavastrelli sa anche di riscatto personale: “Più di un anno fa - ricorda l’atleta agonista dell’UniMe - mi ammalai di mononucleosi e la scorsa stagione è stata in declino, però quello che tutti mi hanno detto è di non mollare e di crederci, perchè prima o poi tutto torna soprattutto per chi lavora bene e per chi svolge tutto correttamente. Niente è mai sprecato - conclude - mi sono sempre ripetuto questo.” Un record a rappresentare sia il raggiungimento di un grandioso traguardo, ma anche il punto di partenza per nuove conquiste. Di fatto, il senso dello sport è tutto qui.
Foto a cura di Emilio Pecora




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