esagono nero.svg
rcsport-logo
rcsport-logo
search icon
ezgif.com-animated-gif-maker (8)

Il quotidiano online dello sport a Reggio Calabria e Provincia.

Associazione di promozione sociale Onlus EMITI.

Legale rappresentante Ornella Derna.
Direttore responsabile Rocco Calandruccio.

MAIN SPONSOR

ezgif.com-animated-gif-maker (8)
scarica-app-android-small-696x114

facebook
instagram
whatsapp
tiktok

2023 © RCsport.it - Tutti i diritti riservati. Associazione di promozione sociale Onlus EMITI. Reg. Trib. Palmi n° 1/18. Realizzato da VOLGO Agenzia Pubblicitaria

Pisa Sporting Club, una gran bella storia iniziata 114 anni orsono

2023-04-09 15:19

Francesco Lacquaniti

CALCIO, STORIE DI SPORT,

Pisa Sporting Club, una gran bella storia iniziata 114 anni orsono

Era il 9 aprile del 1909 quando a Pisa (città etrusca a pochi chilometri dalla foce del fiume Arno sorta tra il VII e il VI secolo a.C.) nacque il Pis

Era il 9 aprile del 1909 quando a Pisa (città etrusca a pochi chilometri dalla foce del fiume Arno sorta tra il VII e il VI secolo a.C.) nacque il Pisa Sporting Club per volontà di alcuni studenti approcciatisi al football con una semplice palla di stracci e poco altro. A suggerirne la denominazione sociale fu uno dei fondatori (Mario Scotti) e i colori scelti furono il bianco e il rosso (i colori del gonfalone cittadino) mutuando da lì a poco, su suggerimento del segretario Ferruccio Giovannini, nel nero e nell’azzurro per rendere omaggio all’Inter fresca campione d’Italia.

Agli inizi l’attività è a carattere ufficioso ma trascorsi tre anni dalla nascita ecco l’iscrizione alla Prima Categoria 1912-13 (il massimo campionato italiano dell’epoca) nella sezione toscana del girone centro-meridionale al quale vi prese parte assieme a: Virtus Juventusque, Virtus Livorno e Firenze F.B.C. chiudendo terza. Dopo il sesto posto conseguito la stagione seguente, nel 1914-15 centra il primo posto, che gli vale la Coppa Toscana, qualificandosi, assieme al Lucca, alle semifinali dell’Italia centrale. L’esordio è brillante (4-0 alla Lazio) ma a qualificarsi alla finale del centro-sud è proprio la Lazio che stacca di due lunghezze il Pisa. La Grande guerra non ferma del tutto il calcio che trova il suo piccolo spazio in diversi tornei di guerra a carattere regionale. La Coppa Federale Toscana è uno tra questi e delle tre edizioni disputate due se le aggiudica il Pisa. Nel 1919-20 il campionato riprende a dettare le sue trame e il Pisa, che dall’ottobre 1919 avrà nell’Arena Garibaldi (dal 2001 Arena Garibaldi-Romeo Ancontetani) la sua casa (fino a quella data i terreni da gioco utilizzati erano quelli di Piazza San Paolo, Piazza d’Armi, Velodromo Stampace e il Campo dell’Abetone), dopo aver centrato il primo posto nella sezione toscana del torneo centro-meridionale che gli vale la seconda Coppa Toscana, si ferma nel girone A delle semifinali interregionali. La stagione di grazia in casa Pisa è la seguente. Primo posto nella sezione toscana del torneo centro-meridionale e terza Coppa Toscana in bacheca, campione dell’Italia centro-meridionale e qualificazione alla finale per il titolo di campione d’Italia dove l’undici di József Ging affronta la Pro Vercelli. La storica partita, che tra i pisani vide scendere in campo: Gianni, Giuntoli, Bortoletti, Gnerucci, Tornabuoni, Viale, Merciai, Colombari, Corsetti, Sbrana, Favati, si gioca allo Stadium di Torino il 24 luglio 1921 e sono i piemontesi ad aggiudicarsi il sesto titolo nazionale vincendo 2-1 (reti di Ceria e Rampini con Sbrana ad agguantare su calcio di rigore il provvisorio 1-1). Partita che in terra pisana sarà foriera di un mare di polemiche (le cronache dell’epoca scrissero di titolo scippato) perché si giocò a due passi da Vercelli e perché l’arbitro designato, Olivari, abitava a Torino e nei confronti del Pisa si rivelò essere molto ostile visto che finì in doppia inferiorità numerica per l’infortunio di Gnerucci (colpito duramente senza che la giacchetta nera sanzionasse l’autore del brutto fallo) e l’espulsione di Viale. Il percorso del Pisa nella massima serie continuerà fino al 1925-26 quando giungerà penultimo nel girone A della Lega Nord del campionato di Prima Divisione. Per ritornare nell’Olimpo del calcio si dovrà attendere un’eternità, il 1968-69. A ripotarlo in alto (assieme al Pisa a venire promossi in Serie A saranno anche Palermo ed Hellas Verona) sarà l’allenatore Renato Lucchi che, però, non riuscirà a portarlo alla salvezza. Dopo la fugace riapparizione nella massima serie alternerà campionati di Serie B a campionati di Serie C/Serie C1 ma a farlo riemergere sarà un presidente che passerà alla storia, Romeo Anconetani. Con il vulcanico triestino al comando i campionati di Serie A messi insieme saranno sei (l’ultimo nel 1990-91) impreziositi dalla conquista di 2 Coppe Mitropa nel 1985-86 e nel 1987-88 prevalendo nelle finali giocate entrambe all’Arena Garibaldi sugli ungheresi del Debrecen (2-0, con l’ex Ajax Kieft a chiudere i giochi) e del Vaci Izzo (3-0). Finita l’era Anconetani si devono fare i conti con due fallimenti seguiti a due rifondazioni (1994 e 2009) la più dolorosa delle quali sarà quella del 1994 visto che dalla Serie B verrà declassato nell’Eccellenza Toscana. Oggi il Pisa prende parte al campionato di Serie B per la quarta stagione consecutiva speranzoso di ritrovare quella Serie A dei tempi belli che lo scorso anno (doppia finale play off col Monza) ha arriso ai brianzoli per un nulla.