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1922, la Coppa Italia scrive l’inimmaginabile

2023-05-25 11:46

Francesco Lacquaniti

CALCIO, STORIE DI SPORT, coppa, Inter, Coppa Italia 2022-23, Coppa Italia, Fiorentina,

1922, la Coppa Italia scrive l’inimmaginabile

L’Inter batte in finale la Fiorentina e si aggiudica la Coppa Italia 2022-23, la numero 9 della sua storia

L’Inter, battendo in finale la Fiorentina, si è aggiudicata la Coppa Italia 2022-23. La numero 9 della sua storia portando a 44 il numero totale di trofei messi in bacheca. Giunta all’edizione numero 76 la coppa (spesso bistrattata) ha visto partecipare centinaia di squadre molte delle quali (quasi sconosciute alle grandi platee) si sono ritagliate il loro piccolo momento di gloria come successe alla Palmese. Squadra del reggino (una delle poche compagini calabresi a prendere parte) la cui unica partecipazione risale al 1938-39. Stagione che vide trionfare l’Ambrosiana Inter di Tony Cargnelli nelle cui fila militava proprio un ex calciatore della stessa Palmese, Carmelo Buonocore. Il momento di gloria più esaltante (inimmaginabile visto l’esito finale) risale, però, al lontanissimo 1922 quando prese il via la prima edizione.

Le squadre iscritte furono 35 (anche se molte grandi boicottarono, ai nastri di partenza c’era la Novese da lì a poco campione d’Italia assieme alla Pro Vercelli nell’anno dello scisma del calcio italiano) e ad aggiudicarsi il trofeo fu il Vado. Compagine ligure partecipante al campionato di Promozione (la serie cadetta dell’epoca) che stabilì il primato (ancora imbattuto) di vincere la coppa senza aver mai preso parte al massimo campionato. Nella prima uscita (il 2 aprile quando scattò il primo turno) il Vado ebbe la meglio sui conterranei della Fiorente con un sofferto 4-3 (decisiva fu la doppietta di Levratto) maturato dopo i tempi supplementari (all’epoca a oltranza fino a quando non sarebbe sopraggiunto il buio). Secondo e terzo turno furono più agevoli con un 5-1 rifilato alla Molassana (terza squadra ligure iscritta) e un 2-0 ai milanesi della Juventus Italia maturato nei minuti finali grazie alla doppietta di Romano. Giunto ai quarti di finale il Vado affrontò la Pro Livorno in terra toscana battuta con una rete di Marchese nell’ultimo quarto. Nel penultimo atto a cadere nel corso dei tempi supplementari fu la Libertas Firenze con Roletti a segnare la rete dell’1-0. Arrivati al tanto atteso giorno della finale (16 luglio 1922) l’avversario da affrontare al Di Leo di Vado Ligure fu l’Udinese. La sfida contro i forti friulani (squadra di massima serie) fu molto ostica per il Vado che riuscì comunque a imbrigliarli chiudendo i tempi regolamentari sullo 0-0. Iniziati i tempi supplementari gli ospiti speravano di poter rigiocare in casa loro puntando al buio ma le speranze vennero frantumate da Levratto (al quinto sigillo) che regalò lo storico trionfo ai liguri con il suo marchio di fabbrica “sfondareti” che si portava in dote visto che la marcatura che mandò in archivio l’1-0 consegnando il trofeo al Vado andò a squarciare letteralmente la rete di Lodolo. Presidente del sodalizio ligure era Giovanni Ferrando. Questo, invece, l’undici che scrisse la storia: Babboni I, Raimondi, Masio, Negro, Romano, Roletti, Babboni II, Marchese, Esposito, Levratto, Babboni III. La coppa in argento nel giorno dell’oro alla patria (18 dicembre 1935) verrà fusa ma la F.I.G.C. il 9 aprile 1992 (in occasione della partita amichevole commemorativa tra il Vado e l’Udinese) consegnerà ai liguri una copia conforme all’originale che da quel giorno è esposta presso l’Agenzia della Cassa di Risparmio di Savona in piazza Cavour a Vado Ligure.