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Il pagellone stagionale della Reggina: Fabbian e Pierozzi rivelazioni, male l’attacco

2023-05-30 16:19

Paolo Messina

CALCIO, Serie B, Reggina, Serie B, pagelle,

Il pagellone stagionale della Reggina: Fabbian e Pierozzi rivelazioni, male l’attacco

Serie B da montagne russe per gli amaranto. Non male alla partenza, ma alla fine della fiera è prevalso il rammarico per quello che poteva essere e non è stato.

L’allestimento della rosa in fretta e furia dopo il cambio di proprietà, l’arrivo di Pippo Inzaghi, la chiara intenzione di costruire un progetto solido nell’arco di tre stagioni e l’obiettivo di una salvezza tranquilla per cominciare. Con questi temi era iniziata l’annata 2022-’23 della Reggina, poi terminata con la qualificazione ai playoff all’ultima giornata e l’uscita di scena al turno preliminare. In mezzo un girone d’andata da promozione diretta, un ritorno diametralmente opposto e una penalizzazione di cinque punti. Tutto e il contrario di tutto in una Serie B da montagne russe per gli amaranto. Non male come punto di partenza, anche se alla fine della fiera è prevalso il rammarico per quello che poteva essere e non è stato.

 

Portieri

 

Colombi 7: L’alternanza di portieri l’ha fatta da padrone in stagione, ma il più costante è stato l’esperto ex Parma. Solidità ed affidabilità sono le caratteristiche mostrate maggiormente. Ha sorpreso, infatti, l’esclusione dai titolari nelle partite di fine annata. Su 28 apparizioni, ha tenuto la porta inviolata in 10 occasioni. Poche le incertezze e notevole la padronanza nel ruolo.

Contini 6: Arrivato a gennaio, si è ritagliato un posto da titolare dalle ultime tre giornate del campionato. Dimostratosi sempre pronto quando chiamato in causa, non è comunque apparso impeccabile. Qualche incertezza di troppo qua e là hanno dimostrato che la sua maturazione deve ancora avvenire, pur avendo ormai 27 anni. La continuità non gioca a suo favore, ma non è apparso affidabile quanto il suo compagno di reparto.

 

Aglietti sv: Mai utilizzato. È la dura legge del terzo portiere.

 

Difensori

 

Cionek 5.5: La sua annata è l’emblema dell’intero reparto. Insuperabile ad inizio anno, flessione nel girone di ritorno. Alcuni passaggi a vuoto gli sono costati cari, vedi i due cartellini rossi rimediati. Eppure la grinta e l’attitudine l’hanno spesso fatto spiccare come mastino difensivo.

 

Loiacono 6.5: Capitano della squadra pur giocando davvero poco. Fin da inizio stagione non è avanti nelle gerarchie ma lui, da gran lavoratore, continua ad impegnarsi e a farsi trovare in condizione. Un’attitudine che gli torna comodo nel finale quando, tra infortuni e squalifiche, deve giocare e non sfigura affatto.

 

Bouah 5.5: Uno dei tanti ragazzi di belle speranze approdati a Reggio. A differenza del compagno di ruolo Pierozzi, il romano non riesce ad inserirsi con continuità nell’11 titolare. Deve ritagliarsi solo spezzoni, quanto basta per far capire di avere comunque del potenziale.

 

Di Chiara 6: Lui è uno di quelli a cui non puoi rinunciare. Fondamentale in entrambe le fasi, quest’anno gli è mancato il gol. Certo, nel girone di ritorno è calato pesantemente di rendimento come tutti gli amaranto, ma tra classe, personalità e dedizione alla causa non va in ombra facilmente.

 

Camporese 6: Serio, diligente e tutto d’un pezzo. Il suo acquisto in estate infonde sicurezza e continuità di prestazioni nel reparto difensivo. Peccato per qualche problema fisico di troppo, ma difficilmente ci si ricorda di prestazioni clamorosamente insufficienti.

 

Pierozzi 8: Non fosse per Fabbian, sarebbe lui la più grande rivelazione amaranto. Inzaghi non l’ha praticamente mai tolto dal campo, dimostrando di non poter rinunciare ad uno come lui. Siamo davanti ad un classe 2001 con 34 partite, 4 gol e 2 assist alla prima stagione in Serie B. Se andasse subito in Serie A non sarebbe una sorpresa, anzi.

 

Terranova 6: Arriva a fine mercato di riparazione per irrobustire le soluzioni in difesa. Non è un titolare, ma ad intermittenza va dentro e ci mette la sua esperienza dall’alto dei 37 anni. Certamente, un buono gregario.

 

Gagliolo 5.5: Era lecito aspettarsi molto di più da uno come lui. Intendiamoci, è sempre stato titolare al netto di infortuni o squalifiche e si è tolto la soddisfazione di segnare anche 3 gol, ma nei fondamentali difensivi qualche sbavatura di troppo se l’è concessa. Inoltre, ha spesso cercato gloria in fase d’impostazione dal basso, non riuscendoci. Sicuramente si può ripartire da lui, ma serve maggiore continuità di rendimento.

 

Liotti 5.5: Inzaghi lo vede mezzala e lui non si sottrae alle richieste. Ha la corsa per farlo, ma forse non i tempi di gioco. Sono solo 6 le presenze da titolare, comunque troppo poco per giudicarlo del tutto in una posizione quasi totalmente nuova. È stato sempre indietro nelle gerarchie.

 

Centrocampisti

 

Crisetig 5.5: Perde la titolarità in favore di Majer. È comunque chiamato a giocare numerose partite, spesso con la fascia da capitano al braccio. La personalità non gli manca, l’incisività nel gioco un po' sì. La differenza con il suo compagno avanti nelle gerarchie è evidente, ma come soluzione dalla panchina ha fatto il possibile.

 

Obi sv: Solo 13 minuti in stagione. Sempre infortunato.

 

Fabbian 8: La rivelazione assoluta della Reggina e, probabilmente, dell’intero campionato di Serie B. Girone d’andata da 10, un po' in calando nel ritorno. É risultato il capocannoniere degli amaranto con 8 gol, tra inserimenti come marchio di fabbrica, padronanza palla al piede e nei duelli fisici e ottimo senso della posizione. Il ragazzo sarà destinato a grandissimi palcoscenici se continuerà a crescere a vista d’occhio. E pensare che era all’esordio assoluto tra i professionisti.

 

Hernani 7.5: L’acquisto più roboante dell’estate scorsa per carriera e classe pura da vendere. Ha spesso risolto duelli e partite con il suo estro da brasiliano vero. 7 gol e 4 assist parlano chiaro, incisività come pochi in rosa.

 

Lombardi sv: 75 minuti complessivi, mai da titolare. Eppure in 4 partite ha segnato anche 1 gol. Chissà, se solo avesse avuto più spazio.

 

Majer 7: Il metronomo della squadra, l’esempio perfetto del mediano tutto quantità e legna in mezzo al campo. È uno di quei perni che, per esperienza e padronanza, se ti manca, l’intero ingranaggio di squadra non gira in nessun modo.

 

Bondo sv: 19enne con pochissimo spazio, praticamente impossibile da giudicare.

 

Attaccanti

 

Menez 6: Inzaghi cuce alla squadra il 4-3-3 di inizio anno anche e soprattutto perché c’è lui, il francese da falso nove. La sua, però, è una tipica stagione da Menez. Estro, talento e qualità. Ma anche discontinuità e nervosismo. Alterna prestazioni da professore a rendimento e attitudine discutibile. È senza dubbio il migliore in un gruppo di punte centrali insufficiente, ma sembra aver tirato fuori solo la metà delle sue possibilità. Un cartellino rosso poi, tutto frustrazione e mentalità sbagliata, l’ha condannato a saltare le ultime tre partite, soprattutto quel preliminare playoff dove non si riusciva a sbloccare il risultato. A volte, sembra essere il nemico di sé stesso.

 

Gori 5: Mostra grinta e voglia di fare, ma non ci arriva. Ad inizio anno Inzaghi sembra non vederlo, preferendogli sempre altri. Alla fine dei conti gioca solo 5 partite da titolare e su 34 apparizioni segna 3 gol. Se ha l’opportunità la sfrutta, altrimenti oltre a far salire la squadra è riuscito in pochi altri frangenti.

 

Cicerelli 5: Tra le ali è un gregario, parte sempre dalla panchina e si vede dalle sole 4 presenze da titolare. Quando le energie calano e lui entra ha spesso dato la sensazione di poter incidere notevolmente ma oltre all’illusione di riuscirci, nient’altro. 

 

Galabinov sv: Eredita un pesante e lungo infortunio dall’annata passata e gioca solo 4 spezzoni di partite.

 

Strelec 5: Arriva a gennaio con l’obiettivo di dare una scossa ad un reparto sterile e invece ha confermato l’andamento delle punte già presente in rosa. Si è inserito con difficoltà nei meccanismi di squadra, sembrando spesso estraneo al gioco amaranto. Poca concretezza per spiccare.

 

Ricci sv: Infortunato per gran parte del girone di ritorno, nell’andata alterna panchine ad apparizioni sottotono.

 

Canotto 7: L’anima della squadra, il cuore pulsante degli amaranto perché lui lotta sempre e non molla mai. Si meritava la grande gioia contro l’Ascoli, così come una stagione mai sotto la media. Quando ha potuto, ha sempre inciso. Nel 3-5-2 ha trovato meno spazio, ma il suo contributo nell’arco dell’intera stagione è encomiabile, tra 6 gol, 3 assist e grinta da vendere. 

 

Rivas 5.5: Per corsa, velocità e padronanza del dribbling, rinunciare a uno come lui in Serie B appare difficile. Eppure è stato spesso fine a se stesso. Solo 3 gol in 38 partite giocate, ma anche tanti errori tecnici che lo hanno limitato non poco. Stagione opaca per l’honduregno.

 

All. Inzaghi 6.5: Motivazione, tattiche efficaci e freschezza atletica mostrata dalla sua squadra nel girone d’andata. Per tutto questo meriterebbe un 9. Peccato che il castello è letteralmente crollato nel ritorno. Gli avversari hanno trovato le contromosse giuste per arginare le sue tattiche, ma lui non ha risposto con soluzioni nuove e concrete. Sono passati mesi, tra risultati negativi e prestazioni non convincenti, prima di passare al 3-5-2 e riprendersi, seppur non del tutto, sul finale di stagione. In generale è stato un valore aggiunto, ma anche per lui è mancata quella continuità necessaria per sperare in un qualcosa di più.