Dopo un’attesa che nel “bel paese” si protraeva da ben 47 anni [periodo nel quale si è giunti al massimo in finale (4 volte) cedendo ad: Australia, Stati Uniti, Stati Uniti e Svezia] la Coppa Davis (torneo tennistico annuale maschile ideato nel 1899 dal tennista e politico statunitense Dwight Filley Davis il cui ultimo atto della 111a edizione è andato in scena domenica 26 novembre 2023, fase finale giocata a Malaga) arride all’Italia (vittoriosa 2-0 sugli australiani, secondi per il secondo anno consecutivo) grazie a Jannik Sinner (capofila e trascinatore del gruppo azzurro, capitanato da Filippo Volandri, formato da Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego, Matteo Arnaldi e Simone Bolelli) che emula l’illustre predecessore (il romano Adriano Panatta) capofila e trascinatore nel 1976 del gruppo azzurro, capitanato da Nicola Pietrangeli, formato da Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Antonio Zugarelli, i cosiddetti “quattro moschettieri”, che in finale ebbero la meglio sui cileni. La seconda Coppa Davis vestitasi d’azzurro è ovviamente merito di tutti i componenti della squadra italiana con il giovane e talentuoso Sinner (4o nella classifica ATP), la cui svolta sportiva avvenne all’età di 13 anni grazie all’intuizione di Massimo Sartori (coach di Andrea Seppi per un periodo di oltre vent’anni), a dare la spinta necessaria (splendida la semifinale dove ha prevalso sul numero uno al mondo Novak Djokovic) per potersi imporre in un torneo di livello dominato per lo più da statunitensi e australiani (i primi a vincerlo nel 1900 furono gli statunitensi con a capo proprio Dwight Filley Davis) che su 111 edizioni ne hanno vinto 60.