
Rosarno torna al centro della scena calcistica regionale, questa volta non per una partita o per un derby, ma per qualcosa di più profondo: un raduno ultras regionale, manifestazione che si terrà sabato 23 Maggio presso Calcetti Rao - San Giuseppe a Rosarno a partire dalle ore 16:00, che richiama le tifoserie di tutto il girone di Eccellenza. Un evento che affonda le radici in una storia lunga, intensa, spesso sofferta, ma sempre orgogliosa.
La tifoseria rosarnese, le “Teste Dure 98”, rappresenta il simbolo della comunità reggina, nata in un'epoca in cui il calcio dilettantistico viveva un fermento straordinario, accompagnando la squadra in ogni categoria, in ogni campo, in ogni battaglia. Un viaggio che parte da lontano e risale alla stagione 1998-1999 nel campionato di Prima Categoria con l’annata della Libertas Rosarno, culminata con la vittoria del campionato e lo scontro epico a San Luca nelle battute finali, una gara che ancora oggi rimane negli albori e nella memoria collettiva. La stagione successiva fu un'altra stagione indelebile ma anche dal triste epilogo: lo spareggio al “Luigi Razza” di Vibo Valentia contro la Palmese sorrise ai neroverdi, ma consacrò definitivamente la tifoseria rosarnese come una delle più calde.
Gli anni successivi furono quelli della consacrazione sportiva: prima quelli della vittoria del campionato di Promozione, poi quello dell’Eccellenza. Rosarno correva, vinceva, trascinava. Finito il ciclo “Libertas” e delle imprese della Nuova Rosarnese e del Rosarno, e il conseguente ritorno in Serie D, oggi la “Virtus” riporta nuovo entusiasmo. Accanto alla storia sportiva c’è quella dei grandi giocatori che hanno indossato la maglia amaranto, contribuendo a costruire un'identità calcistica. Tra questi spiccano figure come Mimmo Varrà, oggi direttore sportivo del Soriano ma con un passato importante in Serie C2, e Gaetano Catalano, protagonista con la maglia della Sanremese sempre in Serie C2.
Tra i tanti indimenticabili Lello Scevola e Nuccio Vignaroli, uomini che hanno lasciato un segno profondo nella memoria sportiva rosarnese, come l’imbattibilità tra i pali negli anni '80 di Francesco Palmieri o il calciatore Mimmo Marcellino, vero esempio di solidità e punto di riferimento per chi ha vissuto quegli anni. In tempi più recenti, tantissimi sono stati i talenti e i professionisti passati al “Giovanni Paolo II”, tra cui gente come Natino Varrà, oggi conosciutissimo direttore sportivo, Ugo Napolitano, Leo Criaco, Salvatore Favasuli, il calciatore Dezotti, Fabio Scudieri, Umberto Scorrano, Mimmo Fiorino, Fabio Lorenzini e Valerio Saffioti.
Con il Raduno Ultras Regionale, le tifoserie arrivano da ogni angolo della regione, portando colori e mentalità diverse, ma unite dal rispetto per chi vive il calcio; e mentre i cori si intrecciano e le bandiere sventolano, Rosarno mostra la sua capacità di unire, accogliere e rappresentare un movimento che non ha mai smesso di lottare e di far sentire la propria voce.


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