
Nel calcio dilettantistico c’è ancora la verità delle cose semplici: le società che vivono di sacrifici, i dirigenti che lavorano in maniera professionale, le partite che uniscono più di qualsiasi evento istituzionale. È un mondo che tiene in piedi la Calabria sportiva molto più di quanto si voglia ammettere e che oggi soffre un problema enorme: la mancanza di strutture adeguate. Troppi impianti chiusi, troppi stadi dichiarati inagibili, troppi cancelli sbarrati che tolgono ai paesi il loro cuore pulsante. È un declino lento che colpisce soprattutto le realtà che avrebbero bisogno di più spazi aperti, sicuri, vivi. Ed è proprio in questo scenario che il contributo di 1.175.000 euro ottenuto dal Comune di Polistena per lo stadio comunale "Elvio Guida" assume un significato ancora più forte. Un finanziamento che va nella direzione opposta: non chiude, ma riapre, non rinuncia, ma rilancia.
Lo scorso anno il Polistena ha vinto il campionato, riportando entusiasmo, orgoglio e un senso di appartenenza che mancava da tempo. E non è stato un successo isolato: è arrivato dopo un lavoro serio, dopo la realizzazione del nuovo terreno in erbetta naturale dell'”Elvio Guida" dopo la scelta di allenarsi stabilmente al Juvenilia Ciccio Zerbi, una struttura che ha permesso alla squadra di lavorare con continuità e professionalità. Sono segnali concreti, di una società che vuole crescere e di una comunità che vuole accompagnarla. Eppure, proprio nell’anno in cui Polistena avrebbe meritato di godersi il suo pubblico, di riempire le gradinate, di trasformare ogni partita in una festa, è arrivata la chiusura dell’accesso ai tifosi. Una decisione che ha pesato, togliendo al calcio dilettantistico la sua essenza più pura: la gente. Perché senza pubblico, senza famiglie, senza bambini che corrono con la sciarpa, senza anziani che commentano ogni azione, il calcio di paese perde un pezzo della sua anima. Le conseguenze di un sistema che non riesce più a garantire impianti sicuri, moderni, accoglienti.
La visione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Tripodi, con il finanziamento ottenuto di quasi 1,2 milioni di euro dal bando Sport e Periferie 2025, non è un semplice contributo: è la prova concreta di una strategia chiara e di una volontà politica che mette lo sport al centro della crescita sociale. Tripodi lo ha detto senza giri di parole spiegando un progetto che guarda lontano, una struttura con vocazione paralimpica, una piscina coperta da 50 metri, una nuova tribuna coperta e spazi moderni e accessibili. E se c’è una cosa che si può dire senza esitazione è questa: Polistena merita un applauso. E questo, oggi, vale più di qualsiasi risultato in classifica.


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