
Mentre la Palmese continua la preparazione estiva in attesa del debutto ufficiale (come di consueto sarà la Coppa Italia Dilettanti a dare il via alla nuova stagione, si partirà domenica 30 agosto con la trasferta in casa della Rosarnese) sul fronte campo sportivo (in attesa degli interventi volti ad aumentare la capienza) aleggia qualche rumors (anzi più che qualche rumors e non è la prima volta…) riguardante l’abbattimento dello storico impianto cittadino per far respirare una città carente di parcheggi indirizzando gli sforzi sulla riqualificazione del San Giorgio.
Senza entrare nel merito (pardon demerito) della questione parcheggi, abbattere una struttura piantata lì dal 1932 non sarebbe una scelta illuminante perché si andrebbe a cancellare il cuore pulsante di una Palmi calcistica che si è sempre identificata in quel rettangolo (oggi verde, ieri in terra battuta…) che nonostante la sua sgangherata geometria ha il suo innegabile fascino come lo hanno tutti gli impianti datati sparsi ovunque si pratichi il football parecchi dei quali ricadenti nelle vicinanze dei centri cittadini o giù di lì come lo è il più che centenario Arena Garibaldi-Romeo Anconetani di Pisa. Un cuore pulsante che, pur afflitto da parecchie problematiche (risolvibili se ci fosse la volontà), rappresenta quel legame con un passato calcistico di una Palmi che, dopo esser stata spogliata a causa delle calamità naturali e della maldestra mano dell’uomo, è chiamata a cambiare rispettando ciò che il passato le ha consegnato.









